Gianmarco Chironi, 22 anni, portiere ex Lecce, dopo il mancato rinnovo contrattuale con i giallorossi, si è raccontato in esclusiva ai microfoni di TUTTOCalcioPUGLIA.com.
La lunga trafila nelle giovanili del Lecce, poi l’esperienza di Nardò in Serie D e per finire quella con la Virtus Verona. Un curriculum non da poco per un giovane portiere…
"Sì, Lecce mi ha formato sia come portiere che come persona. Quella di Nardò è stata l'esperienza più importante calcisticamente parlando, perché trovarsi a 17-18 anni protagonista in una piazza come la loro non è semplice. Lo scorso anno sono andato alla Virtus Verona con il desiderio di giocare e mettermi in mostra. In ogni caso ho un bel ricordo di tutte e tre le piazze".
Nel Lecce da quando aveva 9 anni, come ci è arrivato così giovane?
"Ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni, in una scuola calcio di Surbo, il mio paese. Il fatto curioso è che da piccolo facevo l'attaccante (sorride, ndr). Quando avevo 7 anni, durante un torneo, il nostro portiere si fece male e mio padre (con un passato proprio da portiere, ndr) mi suggerì di sostituirlo. Da lì in poi non mi sono più tolto i guantoni dalle mani. Poi quando avevo nove anni e mezzo feci una prova di due mesi con il Lecce, l'anno successivo fui riconfermato e da lì è iniziata la mia lunga esperienza in giallorosso".
Giocare per la squadra della propria città è il sogno di ogni bambino. Come mai adesso si è rotto questo incantesimo?
"Lecce era il mio sogno sin da piccolo. Ritrovarsi nella rosa della squadra della propria città è un sogno che tutti i bambini vorrebbero vivere. Io ho sempre dato il massimo per questa maglia, non ho alcun tipo di rimpianto dal punto di vista personale. Non so di preciso dire cosa mi sia mancato per potermi ritagliare nel Lecce un ruolo da protagonista. Certo è che quello del portiere è un ruolo molto particolare, dove devi anche essere fortunato a trovare un allenatore che abbia fiducia in te. Forse è questo quello che mi è realmente mancato a Lecce".
Però l'esordio nel Lecce dei grandi è comunque arrivato.
"Sì, contro il Matera in Coppa Italia. Però la partita che porto nel cuore è quella contro il Bisceglie al Via del Mare, dove non solo vincemmo, ma ho anche vissuto l'emozione di parare un rigore sotto la Curva Nord. Se ci penso ho ancora i brividi... L'urlo dei tifosi dopo la parata non lo dimenticherò mai".
Niente rinnovo, ora è svincolato. È dispiaciuto per com'è andata a finire con il Lecce?
"Dopo ben 13 anni a Lecce è normale che ci sia dispiacere, anche perché stiamo parlando della squadra della mia città. Purtroppo non ho trovato un accordo con la società, però è stata una scelta dettata anche dal fatto di dare una svolta alla carriera. Rimanere a Lecce o in qualsiasi altra squadra senza giocare non è facile. Dopo tanti anni arrivi al punto che vuoi dare una svolta alla carriera per poterti mettere in mostra e giocare".
Lecce è oramai un capitolo chiuso, oppure c’è speranza di rivederla in giallorosso in futuro?
"Assolutamente no, anzi! Io spero di tornare a Lecce in futuro, e giocare un ruolo da protagonista".
C'è qualche giocatore con il quale ha stretto maggior rapporto, anche fuori dal campo?
"A Nardò, essendo quasi tutti ragazzi del territorio, con molti di loro si è creato un rapporto speciale. Poi quell'anno sfiorammo l'impresa... Se devo nominarne una persona in particolare mi viene in mento Carlo Vicedomini che, inoltre, è cugino di mia madre. Lui mi ha letteralmente cresciuto: ricordo quando ero piccolo che, scherzando, mi diceva che un giorno avremmo giocato insieme. Mai pensai che quelle parole si sarebbero concretizzate per davvero. Anche a Lecce, però, ricordo con particolare emozione l'annata della promozione in Serie B: eravamo davvero un gran bel gruppo unito, anche fuori dal campo".
A proposito di Nardò: in quella squadra c’era anche un altro leccese come lei, Alessandro Caporale: un calciatore che sta facendo tanto bene alla Virtus Francavilla.
"Alessandro è un ragazzo straordinario. Sta facendo davvero bene, negli ultimi anni è cresciuto tanto. Mi auguro che possa raggiungere categorie superiori, se lo meriterebbe per davvero".
Com’è stato il rapporto con mister Ragno a Nardò?
"Ragno è un guerriero in tutti i sensi, è un martello. Tira fuori il meglio da ogni calciatore in ogni occasione. Spero di ritrovarlo in futuro".
Adesso è svincolato, ma ha già qualche contatto con qualche squadra?
"Ancora no, anche perché per molte squadre devono ancora finire i playoff. Bisognerà anche capire come e quando comincerà la prossima stagione. Forse tra un mese, più o meno, si inizieranno a muovere anche le squadre in questo senso. Io sono pronto".
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