Il tecnico della formazione giallorossa è stato protagonista nel corso del pomeriggio di una live chat sul canale instagram del Lecce in cui ha parlato del passato ma anche della prospettive future sia del calcio italiano che della propria carriera.
IL MOMENTO. "E’ un momento difficile sotto l’aspetto della vita quotidiana, ci mandano le cose normali come la gente che passeggia e ti può salutare. Manca ovviamente il calcio, il contatto con i ragazzi, la possibilità di programmare con i miei collaboratori, siamo sempre collegati via internet, ma manca il pensiero di una partita di un obiettivo e questo è quello che mi manca di più. Così come anche il contatto con tutti coloro che fanno parte della nostra famiglia".
I RICORDI. "La mia esperienza è iniziata a Catanzaro, quello fu il mio esordio, anche se in C era l’esordio in tutto. Ci tenevo a fare bella figura, pensavo a quello che poteva essere il lavoro da fare. Di quella partita, al di là del risultato, ricordo la coincidenza tra il gol di Lepore e l’ingresso sugli spalti dei tifosi e il loro attaccamento nei nostri confronti. In quei nove mesi abbiamo avuto alti e bassi che poi abbiamo superato nella partita contro la Paganese, li ci siamo lasciati andare è andata via la tensione che abbiamo accumulato nel corso del campionato. Queste vittorie hanno ridato dignità sportiva ai leccesi. A Lecce siamo riusciti a superare gli scontri che ci sono stati, è normale che in 9 mesi insieme ci siano confronti e scontri, noi però siamo sempre stati coerenti e veri, così siamo arrivati ad ottenere dei grandi risultati".
L’ABBRACCIO AL FIGLIO. "Io difficilmente mi emoziono, ma la foto mentre abbraccio mio figlio Mattia alla fine della partita con lo Spezia. Chi fa questo lavoro toglie tanto tempo alla famiglia. Sono cose che rimangono dentro di te, da una parte sono felice perché lui con una scelta libera ha intrapreso questa passione, in quel momento a fine partita è stato tutto molto diretto e naturale e credo per proprio per questo quello scatto è bellissimo. Questo sport ti toglie e ti da però. Come padre sono diretto, non ci giro intorno, seguo l’insegnamento di mia madre. Lui ha scelto di fare un’avventura a Lecce, come tutti vive al pensionato, va la stessa vita degli altri e sa che si deve conquistare il posto in squadra senza avere qualcosa di diverso. Lui mi piace perché è sempre a modo e mai fuori dalle righe, per lui per me è un grande complimento. Chissà che un domani quell’abbraccio lo potrò ricambiare, ma oggi conta la strada e alimentare la passione per questo sport".
QUESTA STAGIONE. "In questa stagione solo una volta siamo partiti con il favore del pronostico, la prima in casa con la Salernitana, in cui Lapadula ha trovato la fiducia giusta per questo campionato. Poi il calendario non ci ha fatto mancare nulla, nonostante la sconfitta di San Siro, in quell’occasione abbiamo iniziato a pensare che si poteva giocare in Serie A e che non era poi così scontato il nostro destino. Fino allo stop siamo stati protagonisti di un percorso di una stagione all’altezza, partita dalla gara contro il Torino in cui abbiamo messo in campo il nostro concreto".
IL RITORNO ALL’OLIMPICO. "Il calcio di permette di vivere, ricominciare e ripartire. Il rientro all’Olimpico è stato emozionante. Non mi aspettavo l’accoglienza anche dei tifosi della Lazio che mi hanno tributato un saluto. Quando torni in una piazza e ricevi queste dimostrazioni di affetto per me è importante, sono contento di tornare nei posti del mio passato".
DOPO IL GOL DI MANCOSU A NAPOLI. "Dissi che aveva fatto un gol impensabile. In panchina pensavamo che non avrebbe tirato a me sembrava un po’ lontano e invece ha tirato è ha fatto il suo gol più bello. Quello forse è stato il coronamento di Mancosu in Serie A"·
CONDIZIONE FISICA. "Questo sarà il cruccio più grande e varrà per tutte le squadre ma non può essere una scusante. Dovremo essere bravi a fare meno danni possibili, ma lo capiremo solo alla fine".
IL FUTURO. "Io ringrazio questa gente perché, possono immaginare come funziona il calcio. Io non ho un età che mi fa correre, non penso al mio futuro. Tutti noi in qualsiasi lavoro che facciamo pensiamo a migliorare, ma lo posso fare a Lecce. L’importante è che ci sia l’asticella di stimolo e questo vale in generale nella vita. Oggi non mi sfiora il pensiero del futuro. Oggi conta superare questo momento, in cui ci sono delle difficoltà importanti. Il mio pensiero principale è legato a questa tragedia che ha colpito il paese poi si pensa al resto. La politica della proprietà è un orgoglio per la città, qui c’è una società senza debiti e credo che questo sia uno scudetto da festeggiare a prescindere. L’Europa, serve progettazione".
L’ESPERIENZA DI TERNI. "Io sono per le cose concrete. A Terni abbiamo fatto qualcosa di straordinario e che rimarrà unica. A dodici gare dalla fine eravamo ultimi; dopo di ché abbiamo fatto 26 punti e ci siamo salvati senza play out. Dopo non c’è stata la chiamata, io però dell’astratto del mondo del calcio non ci penso perché porta via energie".
CHI VIENE RICHIAMATO PIU’ SPESSO DALLA PANCHINA. "Solitamente è Mancosu e gli esterni che sono nel mio lato".
STRUTTURA DEGLI ALLENAMENTI. "Per la ripresa lavoriamo in modo generale su spazi un po’ più larghi. Il mercoledì è doppio con il massimo carico tra campo e palestra e la tattica per reparti. Nei giorni a seguire mettiamo dentro le idee di gioco".
CALCIATORE O ALLENATORE. "Quando sei allenatore hai lo stress di tutti e 30 i giocatori, devi controllare tutto, stare attento a tutti e ti devi confrontare con tutti. Il calciatore, idealmente, si confronta con gli altri, poi però finisce lì"·
RICORDI DA GIOCATORE. "Non posso dimenticare il primo, quello in Perugia Reggina. Ricordo un pallonetto a Buffon, una rete con il Messina e all’Ancona. Mi piace rivederli e riderci sopra, credo che questo sia un passa tempo carino da vivere con serenità".
ESPERIENZA ALL’ESTERO. "Qualsiasi esperienza è stata importante. In Inghilterra mi sono aperto la mente perché ho gestito oltre lo staff tecnico. Questo mi ha portato di essere vicino alla società anche sotto l’aspetto finanziario. Ho migliorato l’inglese. Calcisticamente non molto perché non sono riuscito ad incidere come avrei voluto".
RIPRESA. "Ad oggi non si possono fare delle previsioni precise. Non credo che prima di fine maggio o giugno possa essere fattibile. A patto che il governo ci da delle indicazioni in questo senso. Si potrà riprendere quando il rischio sarà 0 per tutti".
IL FINALE. "Ringrazio tutti, abbiamo cercato di dare un po’ di Lecce ai tifosi che non possono vivere un po’ di Via del Mare. Rimaniamo tutti a casa, perché se lo facciamo bene sconfiggeremo prima possibile i nostri abbracci e la nostra gioia e speriamo di poter festeggiare qualcosa di straordinario anche quest’anno".
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