Vito Di Bari, difensore del Molfetta, ha fatto il punto della situazione ai microfoni della Gazzetta del Mezzogiorno. Ecco le sue parole: "La salvezza è un bel traguardo, perché raggiunto giocando bene e con sei giornate di anticipo. Gol subiti? L'importante è averne segnati di più, 47 mi pare. Evidentemente, la propensione della squadra è offensiva. E poi in difesa sono concentrati i più giovani che pure, ve l'assicuro, sono bravi e s'impegnano".

Su Bartoli: "Non credo esistano predestinati, neppure nel calcio. Il mister ha la mia età, ha le sue idee, ha personalità. Si fa sentire molto. L'allenatore è  sostanzialmente un uomo solo nel contesto calcistico. È un ruolo di grande responsabilità".

Futuro da allenatore: "Sono Uefa B, a Coverciano ho fatto il corso con Barzagli e Nocerino. E nella mia scuola calcio ad Andria sto imparando ad insegnare...".

Quale allenatore ha lasciato il segno più di tutti? "Sarri, non ci sono dubbi. L'ho avuto per pochi mesi all'Hellas Verona, ma la sua capacità di insegnamento la apprezzi subito. Devo tanto a Davide Dionigi. Dieci anni fa a Taranto facemmo un grandissimo campionato. Non andammo in Serie B per la crisi economica subita dal presidente D'Addario. Per mia fortuna ci arrivai lo stesso trasferendomi alla Reggina".

Promozione in Serie C: "Mi ha sorpreso lo scivolone del Taranto col Portici. Tifo rossoblù, ho indossato a lungo quella maglia. Spero che ce la faccia a tornare in C".

Sezione: MOLFETTA / Data: Ven 14 maggio 2021 alle 15:00
Autore: Manuel Panza / Twitter: @manuel_panza
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