Ventisette anni di attesa. Ventisette anni di sogni rimandati, di battaglie sui campi del dilettantismo, di passione mai sopita in una terra dove il calcio è vita. Oggi, finalmente, il popolo rossazzurro può gridarlo al cielo: Casarano è tornata tra i professionisti. La Serie C è realtà.
A rendere possibile questo traguardo tanto atteso è stato soprattutto Vito Di Bari, l'uomo che ha trasformato un gruppo di buoni giocatori in una macchina da guerra, compatta, affamata, vincente. Da quando ha preso in mano le redini della squadra, il Casarano non ha più sbagliato un colpo: 13 vittorie e 4 pareggi in 17 partite, 43 punti su 51 disponibili, zero sconfitte. Un percorso semplicemente straordinario.
E il destino, con il suo tocco beffardo e poetico, ha voluto che il ritorno nel calcio che conta arrivasse proprio contro la Fidelis Andria, l’unica squadra capace di battere il Casarano in questo campionato, lo scorso 8 dicembre. Ma quella sconfitta è ormai lontana: a distanza di un girone, i rossazzurri si sono presi tutto. La rivincita. La vetta. La promozione.
Per Di Bari, non è stata una partita qualunque. Da ex calciatore e allenatore dei biancazzurri, ha scritto una pagina indimenticabile della sua carriera proprio contro chi aveva segnato l’inizio del suo percorso in panchina. A Casarano ha trovato la sua consacrazione definitiva, guidando la squadra in un’impresa che resterà scolpita nella storia del club.
Il Capozza gremito, esploso di gioia al fischio finale, è l’immagine simbolo di una comunità che ha sofferto, resistito e finalmente vinto.
Casarano è di nuovo grande. E il merito è anche – e soprattutto – del suo condottiero: Vito Di Bari.
Autore: Christian Cesario / Twitter: @otherside1993
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