La voglia di ripartire da un progetto serio e ambizioso è l’unico obiettivo nella testa di mister Luca Tiozzo. Il tecnico veneto, 45enne e originario di Chioggia, si è raccontato a Leo Custodero sulle colonne dell'Edicola del Sud tra passato, presente e futuro. Tiozzo è una recente conoscenza del calcio pugliese, in cui tra il 2023 e il 2024 ha guidato Fasano e Gravina.

Mister come giudica il momento del calcio pugliese tra Eccellenza e Serie D? Quali formazioni punteranno a vincere il prossimo campionato? «Il famoso girone H ha un fascino particolare: l’aspetto ambientale e il blasone di varie piazze lo rendono unico. Ci aggiungiamo lo scorso campionato di Eccellenza pugliese che ha tenuto tutti gli appassionati di calcio incollati ai campi fino al 16 giugno per la finale playoff nazionale del Taranto. Un peccato perché sarebbero state 3 le pugliesi promosse in D. Il Brindisi è stato autore di un grande campionato come il Bisceglie. In questo momento sembra che il mercato vada a rilento, ma in realtà tutte si stanno muovendo sotto traccia. In Eccellenza penso che il Taranto, a differenza dello scorso anno, partirà con le giuste tempistiche e le figure giuste. Sarà la favorita per il ritorno diretto in Serie D».

Il suo passato in Puglia le ricorda le avventure a Fasano e Gravina, ritornerebbe? «Sono esperienze finite male per vari motivi. Il dispiacere di non essere riuscito a fare ciò che mi ero prefissato è enorme. Mi porto il ricordo, mesi passati con ragazzi e dirigenti fantastici. Non lo dico perché intervistato, ma perché veramente ho trovato persone che mi hanno apprezzato e voluto bene, cosa non scontata. Ho ricevuto tantissimo. Ritornerei ovunque dove sono stato in questi 15 anni, perché sono certo che hanno capito che tecnico e uomo sono. Ricordo ancora la tribuna applaudirmi quando sono tornato al Vito Curlo per Fasano- Gravina: grande emozione». 

Quali qualità pensa di possedere e da cui ripartirebbe per un nuovo capitolo in panchina? «Dedico tutto me stesso a qualsiasi progetto: studio e lavoro dalla mattina alla sera. Leo lo sai che ho dormito qualche volta al Vito Curlo, mi piace costruire con il lavoro continuo. Dedico molto tempo anche ai rapporti, mi piace entrare in maniera forte nella testa e nel cuore dei miei giocatori. Lottare per vincere piace a tutti, ma costruire, vincere e lasciare un metodo credo sia più bello».

Che tipo di progetto cerca in questa stagione? «Un progetto serio, prima di tutto. Un club che sia coerente da agosto a maggio. Non che a dicembre se si è messi bene in classifica si smonta tutto, dando per scontati alcuni obiettivi. Sì prova a vincere ogni domenica, ma la costanza e la perseveranza dentro il progetto non possono venire a mancare mai».

Come si sente di commentare il momento difficile del Fasano in ottica societaria? «Fasano non può “morire” e credo che non “morirà mai”. Lo seguo e difficilmente ho visto nei tifosi e nella gente un amore così incondizionato e viscerale. Spero con tutto il cuore che con l’aiuto della città e del sindaco lo possano salvare. Spero si avvicini gente locale, imprenditori che hanno a cuore il destino del calcio del proprio paese. Quello che è successo non si dovrebbe più ripresentare: troppo grave nei confronti dei tifosi, dei giocatori e dello staff. Si risolverà, lo spero con tutto il cuore. Nel caso si ripartirà, si riprenderà la rincorsa e con le persone giuste al comando si ritornerà presto dove il Fasano e la sua gente meritano».

Sezione: Primo piano / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 09:01
Autore: Leonardo Custodero
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