"Quanto alle multiproprietà, un consenso significativo sembra andare verso la conferma delle regole attuali. Lotito? Claudio è un campione nel trovare escamotage anche nelle situazioni più complesse. Ma gli orientamenti vanno in una direzione diversa da quella che auspica". Le parole sono dell'attuale commisario FIGC, Giovanni Malagò, come raccolto dai colleghi di Reggio Calabria. Che possa eventualmente essere, questo, un sospiro di sollievo per il Bari, alla luce della scadenza del 2028? La speranza è sicuramente grande, ma abbassare la guardia in questo momento sarebbe un errore madornale. Il perché risiede nella perenne instabilità del calcio italiano, con l'ipotesi Galliani che sembra prendere sempre più piede. 

Questo, come è noto da tempo, è un problema che spesso e volentieri tormenta gli animi dei tifosi biancorossi e che fa il paio con la mancanza di progetti e programmazione del club biancorsso. Una situazione sempre più insostenibile, come spiega anche il San Nicola lasciato desolatamente vuoto in questa stagione come forma di contestazione. I buoni propositi, tuttavia, stridono con l'esternazione dell'avvocato Mattia Grassani soltanto pochi giorni fa. Non un semplice esperto di diritto sportivo, ma spesso al fianco della famiglia De Laurentiis. “Il nostro panorama - ha affermato durante la trasmissione “Mezzogiorno amaranto” di Radio Touring - è penalizzante per chi ha spirito di iniziativa. Ciò limita il mercato, non consentendo di sanare piazze ove non ci sono alternative. Se si passa dalla Serie D alla C, scatta l’art.16 delle Noif che regola le partecipazioni societarie. Serve un confronto. Il ministro Abodi ha parlato di regole da rispettare. Bisogna domandarsi se tali regole siano ancora proponibili. Siamo figli della cultura del sospetto, della scorciatoia e della logica dell’inciucio. Il diritto evolve. Deve essere adeguato alle esigenze”. 

Le frasi, su per giù, ricalcano il pensiero esternato a giugno scorso da ospite di un convegno svoltosi all'Università di Bari 'Aldo Moro'. Bisogna ricordarsi un aspetto importante: la multiproprietà che riguarda Bari e Napoli è diversa da quella di Palermo e Manchester City, citando l'esempio più vicino. E ciò significherebbe minare la competizione sportiva, privando probabilmente i biancorossi di un possibile ritorno in A. E viene anche da chiedersi: chi ha ragione e chi mente? Ambiguità che purtroppo non cancellano dubbi e paure per il futuro. La speranza è che per i tifosi del Bari l'enigma possa essere risolto quanto prima. 

Sezione: Primo piano / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Domenico Brandonisio
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