Al termine di Lecce-Lazio, Maurizio Sarri si è presentato in sala stampa per analizzare la prestazione della sua squadra e affrontare i temi caldi del momento, dal calciomercato al rapporto con tifosi e società.

Sul calciomercato e sul progetto, il tecnico biancoceleste ha chiarito la sua posizione:

“Quando a giugno ho saputo che il mercato era chiuso, ho fatto una promessa ai tifosi dicendo che sarei andato avanti. Vediamo come finiscono le varie situazioni. Magari arrivano due ragazzi del 2005 fortissimi e cambia tutto. Ne riparleremo a bocce ferme”.

Sulle partenze di alcuni giocatori, Sarri ha voluto sgombrare il campo da equivoci:

“Vanno via perché hanno detto che la società non ha ambizione. Non vanno via perché ci sono io”.

Sulla possibile sostituzione di Romagnoli, parole nette:

“Sostituire Romagnoli è impossibile. Ha una leadership assoluta nella linea difensiva e nel mio modo di giocare. Potrà arrivare anche un giocatore più forte, ma non sarà semplice”.

Sugli innesti attesi dal mercato, l’allenatore ha ribadito che le decisioni non dipendono da lui:

“Mi aspetto che arrivi qualche giocatore. La cessione di Guendouzi non ha portato un sostituto. Chi è arrivato poteva completare la rosa. Il mercato lo fa il Presidente”.

Sul momento personale e sul rapporto con l’ambiente, Sarri ha mostrato grande senso di responsabilità:

“Io ho speso una parola e la rispetto. La mia parola non viene meno. Da fuori non ci si può rendere conto di cos’è la Lazio: trasmette un amore stratosferico. Il tifoso laziale dà il 110%. Mi dispiace solo che, nel breve periodo, non riesca a soddisfarli”.

Analizzando la gara, il tecnico ha evidenziato luci e ombre:

“Ho visto un primo tempo di una squadra applicata, ma abbiamo perso tanti palloni. Siamo stati bravi nonostante gli errori, però abbiamo perso palla su trasmissioni a bassa difficoltà. Costruiamo bene per 80 metri, poi ci spegniamo. Questa squadra fino a dieci giorni fa non aveva neanche possibilità di salvezza. Sapevamo di affrontare una squadra aggressiva e determinata. Più che soffrire gli avversari, abbiamo perso noi stessi”.

Sulle sensazioni interne al club, Sarri ha aggiunto:

“Io vedo i giocatori tutti i giorni, il Presidente ogni venti giorni”.

Infine, sul ruolo dei tifosi e sull’Olimpico, ha concluso:

“Con la nostra gente lo stadio è una cosa, senza è tutt’altro. Dobbiamo rispettare le decisioni che prenderanno i tifosi

Sezione: Serie A / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 23:45
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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