C'è una cosa che Dino Marino non sa fare? No, in campo probabilmente no. La partita di Sorrento del capitano biancazzurro è lo specchio del Brindisi, che si riflette nel proprio leader e uomo simbolo. Si è adattato a un campo infame per la pioggia subita, calciatore dalle qualità importantissime, fa quello che serve. Tecnicamente non ha nulla a che vedere con la Serie D, ma quando c'è bisogno va a recuperare il pallone, torna. Il pallone strappato dai piedi degli avversari ad appena un minuto dal termine è la fotografia di una partita di grande sacrificio. Il Brindisi ha trovato in Marino un calciatore di spessore, una certezza, Olivieri se lo gode e gli ha affidato le chiavi della squadra. Lui non va mai sotto la sufficienza nelle pagelle, prende per mano il gruppo anche da un punto di vista carattieriale. Ordinato in mezzo al campo, con D'Ancora forma una coppia di tutt'altra categoria, ha studiato da playmaker negli ultimi anni, quando serve gioca anche più avanti. Perché la certezza del Brindisi è Marino, la certezza di Marino è che non c'è qualcosa che non sa fare. 

Sezione: BRINDISI / Data: Lun 04 novembre 2019 alle 21:16
Autore: Giuseppe Andriani / Twitter: @peppeandriani
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