Moreno Longo, nuovo allenatore del Bari, si presenta in conferenza stampa all’inizio della sua seconda avventura nel capoluogo pugliese:

La scorsa stagione

“L’epilogo della scorsa stagione non è stato positivo, dopo una stagione che ci ha visti per lunghi tratti nel gruppo che poi ha disputato i playoff. La situazione si è arenata dopo la sconfitta di Cosenza, una sconfitta che l’area tecnica non ha digerito: perdemmo male una partita importantissima, dopo quella partita mi arrabbiai tantissimo con la squadra, fui molto duro ma senza mancare di rispetto a nessuno. In quel momento lì si è incrinato qualcosa, qualcosa che ha lasciato qualche strascico e non ci ha permesso di valorizzare al massimo quanto fatto. Finita la stagione, l’area tecnica decide di cambiare. Io fui onesto e dissi al presidente che avremmo potuto proseguire, che il nono posto non era da cestinare, anche perché venivamo dai playout. L’idea di tornare è nata dopo una chiacchierata con il presidente”.

‘Serve diventare squadra’

“Non c’è mai una situazione uguale a un’altra, oggi bisogna essere molto concreti. Siamo a fine gennaio, non conta se la squadra è mia o no. Oggi serve diventare una squadra. Prima vogliamo valorizzare quello che abbiamo, poi dobbiamo alzare il livello di questa squadra con il mercato”. 

‘Non sono qui per il contratto’

“Ho sempre vissuto di pancia, dopo il Torino in Serie A sono andato ad allenare l’Alessandria in Serie C. Loro non andavano in B da 50 anni, mi piaceva la sfida. Anche in questo caso non sono venuto qui per il contratto, sono tornato solo dopo aver avuto delle garanzie e il presidente in questo senso mi ha dato grandi disponibilità”.

Pazienza sul mercato

“Per questa partita con il Cesena molto probabilmente la squadra sarà la stessa. Ho chiesto giocatori che possano cambiare il volto della squadra, che possano essere pronti. Il mercato di gennaio è totalmente differente da quello di giugno. Sono io il primo a voler aspettare una partita in più pur di avere giocatori validi, piuttosto che farli arrivare tanto per farli arrivare”. 

‘Dare una sterzata’

“L’aspetto psicologico è importante, non sarebbe normale se non fosse così. I miei calciatori oggi devono sapere è che se io sono qui è per assumermi delle responsabilità, quindi si devono attaccare a me. Spero di dare una sterzata, il percorso è arduo, ma sono sicuro che abbiamo la possibilità di farcela”.

Caserta e Vivarini

“Caserta e Vivarini non sono scemi, sono ottimi allenatori. So quanto ci hanno messo per cambiare la rotta senza farcela, non mi permetto di giudicare il lavoro degli altri”.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 15:51
Autore: Leonardo Custodero
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