Ospite di Antenna Sud durante la trasmissione Ora Lecce, l'ex allenatore salentino Fabio Liverani ha analizzato il momento della squadra.
Sul match contro il Genoa:
"È vero, per quanto riguarda Genoa-Lecce ero un doppio ex, ma il cuore era tutto da una parte. È stata una partita di duelli e fisicità, come me l’aspettavo; non mi aspettavo, invece, un Lecce remissivo come nel primo tempo, i liguri hanno vinto tutti i duelli, mettendoci qualità. Ai giallorossi è mancata un po’ di brillantezza: hanno provato a giocare a calcio, ma nei duelli ci è mancata un po’ di ferocia e di fame che deve contraddistinguere una squadra in lotta per la salvezza in questo momento del campionato. Nel percorso di una squadra come il Lecce sicuramente ci stanno questi periodi, ci saranno sempre. Può esserci una striscia che ti tira fuori dai bassifondi; in quest’ultimo periodo c’è un po’ di difficoltà, soprattutto grande dispiacere per la partita con il Milan per non aver conquistato punti".
Sul futuro del Lecce:
"Ora partite complicate, però nulla è precluso e ci sono le qualità e le possibilità di rimanere fuori dalle ultime tre. E poi questo club ha una spinta che tutte le altre lì in basso non hanno e cioè il calore della gente".
Sui rimpianti della sua esperienza nel Salento:
"Il rimpianto più grande è stato non avere 25mila tifosi presenti nelle ultime dodici partite: non saremmo mai retrocessi. In quella stagione non sono stato lucido nelle emozioni dopo la ripresa così veloce dopo lo stop per il Covid. Si era creata una magia, c’era un gruppo che all’inizio aveva poche presenze in A, ma che aveva unione, la voglia di stare insieme e di sacrificarsi l’uno per l’altro, di andare oltre qualsiasi ostacolo. Per loro quella salvezza sarebbe stata straordinaria, ce l’ha tolta solo il Covid".
Sul legame con Lecce:
"Sarò sempre legato ai colori, a prescindere dai momenti. A Lecce, parlo della proprietà e della gente, ho passato anni stupendi, sarò sempre grato come allenatore per quello che l’ambiente mi ha dato. Al Via del Mare? È un invito che ho avuto spesso, ma ho ancora delle difficoltà emotive a tornare a vedere il Lecce al Via del Mare. L’ho visto in altri stadi, ma in casa no. E poi sapendo ciò che ho dato, non vorrei mai creare una difficoltà a un mio collega che lavora, non lo farei mai: per adesso mi viene un po’ difficile. Però seguo sempre i colori, la squadra e mi emoziono sempre".
Il ricordo più bello?
Liverani non ha dubbi:
"La promozione dalla C alla B. Quando sono arrivato a Lecce facemmo 24 o 25 risultati utili di fila. Ci sarebbe stata esaltazione ovunque e invece ho visto che alle prime difficoltà la città andava in crisi, aveva perso le speranze. E sono andato a vedere il motivo, rivedendo quanto accaduto negli altri anni: succedeva sempre qualcosa che faceva restare il Lecce nell’inferno della Lega Pro. E in una città come questa, l’ho assaporato anche dalla società perché la C porta a un bagno economico di sangue, provoca il non essere rispettati, andando a giocare su campi brutti. E so che soltanto averli tirati fuori da quella categoria è stato un grandissimo obiettivo. E credo sia stata anche la partenza per il presente, con la società che oggi sta lavorando sul Centro sportivo, sulla copertura dello stadio… Tutta Lecce e provincia deve essere orgogliosa del percorso compiuto da questa società".
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