Vito Leonetti, attaccante della Team Altamura, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni del Corriere dello Sport. Di seguito, l'intervista:
«Voglio arrivare in doppia cifra, come mi è sempre successo nelle sei stagioni precedenti a Cerignola. Da esterno, ho segnato più di 115 reti tra Serie C e D; non sono numeri comuni». La doppietta di Giugliano, festeggiata con «burrata e stracciatella offerte come aperitivo per i compagni», ha permesso a Vito Leonetti di sbloccarsi in campionato, ma l’attaccante del Team Altamura non ha dubbi sull’obiettivo stagionale.
Leonetti, due reti e tre punti. Che domenica è stata?
«Direi quasi perfetta. E ho segnato di testa, uno dei miei pezzi forti».
Eppure sei alto un metro e 74.
«Non sono certo un colosso, ma ho un ottimo terzo tempo nello stacco. E domenica, sul 2-2, si è visto».
Quattro gol in stagione con due doppiette: prima al Picerno e poi al Giugliano.
«È stata una casualità. Abbiamo creato tanto, ma l’avvio non è stato semplice per me. Sono qui per riscattare la stagione di Cerignola, che non è andata come mi aspettavo. Ora mi sono sbloccato e non voglio più fermarmi. Domenica, inoltre, siamo passati a una fase offensiva con il 3-4-3, un modulo che mi ha già esaltato ai tempi della Turris».
Ci racconti la trattativa estiva con l’Altamura?
«Senza dubbio, l’Altamura è stata la squadra che mi ha voluto di più. A Di Donato avevo segnato sei reti in carriera da avversario, e nelle ultime volte che ci siamo incrociati, mi ha detto che gli sarebbe piaciuto allenarmi. Dopo Cerignola, ho deciso di restare in Puglia per non allontanarmi di nuovo da casa (sono originario di Andria, ndr) e questo progetto era perfetto. Con il ds e la società c’è stato subito feeling».
Cosa le ha detto Di Donato quando l’ha vista in gruppo?
«Sicuramente è stato contento di non avermi più dall’altra parte. A novembre 2022, io giocavo nella Turris e lui allenava il Latina. Segnai il 2-2 su punizione all’ultimo minuto e, scherzando, mi ha detto di tutto nel parcheggio dello stadio».
Cosa non ha funzionato a Cerignola?
«Ci sono stati troppi intoppi dal punto di vista fisico. Venivo da diverse stagioni in cui avevo fatto molto bene, ma non ho potuto partecipare al ritiro con la squadra e sono emersi vari problemi: prima un infortunio all’adduttore, poi in una partita contro il Monterosi, dopo aver segnato, un avversario mi ha colpito e mi ha provocato la rottura della testa del perone. Sono rimasto fermo per altri 50 giorni. Per fortuna, i compagni di squadra mi sono sempre stati accanto e non ho mollato, anche grazie a loro».
Ad Altamura che gruppo c’è?
«È una squadra con tanti giovani importanti che possono darci una grande mano. Il gruppo è unito, lavoriamo bene e lo abbiamo fatto anche quando i risultati non arrivavano. Ora dobbiamo sfruttare questo momento positivo».
Calcisticamente sei cresciuto nel Bari. Quanto desideri il primo gol al San Nicola, dove l’Altamura gioca le gare interne?
«Non vedo l’ora di farlo. Pensa che ho tatuato sulla pelle lo stadio, c’è scritto “dove tutto ebbe inizio”. Il Bari mi ha permesso di far parte di un gruppo splendido. Al San Nicola ho già segnato, ma da ex, in Bari-Turris 4-2, tre anni fa. Spero di sbloccarmi in casa già contro il Monopoli sabato prossimo».
Cosa senti di dire ai tifosi dell’Altamura?
«Sono eccezionali, fanno tanti sacrifici per seguirci. Spero che la prima vittoria in casa arrivi presto, anche per premiare il loro calore».
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