Luigi Panarelli, tecnico della Fidelis Andria, racconta il suo percorso alla guida dei federiciani nel corso di una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport: "Lavoro e sacrificio sono le prerogative principali per compiere il salto di qualità: il nostro è un percorso in crescendo iniziato, in virtù delle tre sconfitte nelle prime cinque gare, non nel migliore dei modi, ragion per cui spesso rimarco che non bisogna mai dimenticare da dove e con quale obiettivo siamo partiti. Oggi siamo diventati squadra ed è senz'altro un onore, oltre che motivo di soddisfazione, essere considerati una big al pari di altre realtà. Qui ad Andria la tifoseria, organizzata e non solo, è soddisfatta del nostro percorso. Qualcuno, però, ha cercato di sminuire i risultati della Fidelis, etichettando come fallimento qualche pareggio di troppo: da Brindisi in poi, abbiamo perso soltanto altre due volte e questo dato significa tanto sempre in virtù delle premesse di inizio stagione". 

Poi, un cenno sugli obiettivi per il rush finale di stagione: "Fino a quanto la matematica non ci vieta di sognare, la mia Fidelis Andria continuerà a credere nel primo posto: siamo consapevoli, però, che il distacco dalla vetta è considerevole, perciò arrivare secondi sarebbe ugualmente motivo di soddisfazione. Quanto ci era stato chiesto a inizio anno lo abbiamo già messo in cascina due domeniche fa. Io resto convinto, e non sono l'unico, che disputare i playoff rappresenti già un successo, ma, ripeto, non vogliamo lasciare nulla di intentato".

A chiudere, sul suo futuro: "Io sono contento di essere l'allenatore dell'Andria e di rappresentare una realtà così importante e blasonata che, al pari di altre società pugliesi, merita sicuramente palcoscenici differenti: non potrei mai affermare di voler rimanere o andare via a tutti i costi, se c'è una programmazione a medio-lungo termine con me al timone, spetta alla società dirlo". 

Sezione: ANDRIA / Data: Sab 24 aprile 2021 alle 13:00
Autore: Antonio Bellacicco
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