Più gli anni passano, più fa sognare ed emozionare...e più le sue eliminazioni lasciano l'amaro in bocca. Ancora una volta il Monopoli si ferma, ancor prima di cominciare. Ed ancora una volta per mano di una formazione che mai t'aspetteresti: nel 2018 fu la Virtus Francavilla, l'anno scorso la Reggina (che non era affatto la squadra di adesso) e adesso la Ternana. Tutte gare dove i biancoverdi, anche se pur leggermente, partivano sempre coi favori del pronostico. E se due anni fa il solo arrivare ai playoff era stato appagante, nella passata stagione tale traguardo era considerato un minimo. Adesso si era anche pensato a qualcosa in più. 

Ancora una volta a fare la differenza sono stati i famosi 'dettagli'. Già, ma cosa vuol dire? Forse un pizzico di attenzione in più? Sarebbero servite più grinta ed ardore? Il dibattito è aperto. Di sicuro la Ternana è una squadra blasonata, solida e con gente di esperienza, sulla carta tranquillamente da B. Ma ieri - cosi come in gran parte del campionato - non ha certamente brillato sul piano del gioco. Un po' come col Catania, ha saputo aspettare l'attimo giusto per colpire, l'episodio vincente. Per poi ritirarsi, più o meno, in buon ordine. E dire che il gabbiano il suo lo aveva anche fatto: primo tempo attento, cosi pure ad inizio ripresa. L'unica pecca se vogliamo è stata proprio la punizione dove poi è stato Salzano a beffare tutti. 

Ha pesato qualche assenza ma anche qualche scelta tecnica. Salvemini non è stato all'altezza di Jefferson, persino lo stesso Cuppone - seppur inconcludente - ha avuto almeno il merito di provare l'iniziativa personale, di mettere i brividi a Iannarilli. Sulla fascia si è fatta sentire anche la differenza tra Triarico e Tazzer: con l'under sulla fascia di competenza la Ternana ha sofferto maggiormente i ritmi biancoverdi, anche se la situazione aveva già presto una piega decisamente sfavorevole. Ha prevalso, se vogliamo, anche una maggiore abitudine degli umbri al calcio giocato: tre partite all'attivo, seppur senza strappare troppi consensi, contro nessuna per i pugliesi. Che sono tornati in campo dopo 4 mesi e con uno smalto purtroppo diverso e qualitativamente inferiore rispetto a quello cui eravamo abituati. Anomalie da Coronavirus, mettiamola cosi. 

In ogni caso, a questa squadra ed a questa società i ringraziamenti vanno fatti e sono doverosi. La crescita è costante, la piazza è gratificata. Più il tempo passa, più si respirano palcoscenici e grande calcio. Sogni che pochi anni fa sembravano impossibili - se non addirittura folli - ora possono essere ancora toccati con mano. Alcune partite, poi, rimarranno per sempre nella storia. Ma cosa riserverà il futuro? Il cuore dice che riprovarci sarebbe bello, la realtà ed il pragmatismo invitano invece a qualche riflessione in più. Grazie ancora per tutto Monopoli, ma che grande rammarico allo stesso tempo: avremmo voluto sognare ancora un altro po'. Sarebbe stato meritato per quanto visto in questa stagione. 

Sezione: MONOPOLI / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 11:00
Autore: Domenico Brandonisio
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