Doveva essere l'uomo copertina, uno di quelli che a suon di assist (e pure qualche rete) avrebbe dovuto far salire la squadra, consentirle di cavarsela nelle sfide più spigolose. Mantenere vivo quell’entusiasmo che era stato un fattore chiave nell'esaltate campionato della passata stagione. E invece niente di tutto questo e non sempre per colpe sue: infortuni fatali, gare sfortunate. Con una classe che si è intravista ma solo a sprazzi. Jeremy Menez ha ufficialmente rescisso il suo contratto col Bari, consentendo allo stesso tempo di far rientrare in lista Mattia Aramu: una mossa che è la perfetta fotografia di queste trenta giornate del campionato di Serie B. All'insegna del vorrei ma non posso e di diverse scelte sbagliate sul piano tecnico e gestionale.
Il francese ha lasciato dopo 10 presenze. L'accoglienza era stata di quelle intriganti: messaggi in codice sui social, discreta copertura mediatica e davvero in tanti avevano applaudito a questo acquisto. Si, perché un Menez in buone condizioni in B avrebbe certamente fatto la differenza. Si, anche perché rispetto a Reggio Calabria poteva essere notevole la possibilità di recuperare entusiasmo e soddisfare un pubblico tanto caloroso quanto esigente come quello barese. E invece i guai non tardano ad arrivare: ninete esordio in Coppa Italia col Parma, si attende il Palermo. Una partita dove il francese dialoga molto bene con Nasti e Diaw, il Bari mostra anche un buon calcio. Ma al 29' ecco il primo vero guaio: l'infortunio (crociato, ma recupererà bruciando le tappe rientrando entro fine 2023) lo tiene fuori per tutto il girone d'andata, si rivede in campo solo con Cosenza e Sampdoria. Appena sei minuti in campo contro i silani, coi blucerchiati a Genova 26' finali. Il suo ingresso è però determinante: è lui a sfornare l'assist decisivo per il gol di Sibilli, che stava per portare a casa una vittoria che sarebbe stata pesante ma anche storica. E invece il pari finale, con tanto di squalifica successiva. Quindi sette partite successive dopo Bari-Ternana: in campo anche lui nel buon inizio di Iachini, ma ha attraversato il periodo più cupo della crisi biancorossa senza risultare determinante. Iachini su di lui pareva contarci, ma gli ennesimi guai fisici lo hanno messo fuori causa.
Un'occasione sprecata, o se vogliamo mancata, da entrambe le parti. Basterà questa soluzione estrema per dare una scossa in questo finale di stagione? Ad ogni modo, per tanti motivi, quella del francese rimane una scommessa persa. Purtroppo.
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