Dopo Bari, anche Lecce: due pugliesi tra le dodici città italiane papabili a poter ospitare Euro 2032. Di queste solo cinque ne verranno scelte. Rispetto alla Turchia, l’Italia ha però al momento pochi stadi davvero pronti per questa competizione e tra studi di fattibilità, fondi da reperire e progetti (o cantieri pronti a partire) un po’ tutte sperano in una aggiudicazione che potrebbe portare benefici economici ed anche all’aspetto urbanistico. Il tempo ad ogni modo stringe. 

TRA UN MESE STOP CANDIDATURE - Le tappe sono chiare: entro il 31 luglio andrà prodotta la documentazione per una eventuale candidatura ad ospitare l’europeo, quindi entro il 30 settembre la FIGC dovrà scegliere i cinque stadi migliori (e che affiancheranno quelli turchi, più due di riserva) e, da qui, nel giro di pochissimi giorni l’Uefa dare il definitivo via libera. I cantieri dovranno partire entro marzo 2027. 

AL SUD LECCE QUASI PRONTA. BARI IN ALTOMARE - Torino è certa di esserci, grazie allo Juventus Stadium. Poi c’è Roma, che oltre all’Olimpico può strizzare l’occhio al nuovo stadio di Pietralata, per Milano il dilemma è tra San Siro o altra struttura. Per tutte le altre la partita è apertissima. Al sud in particolare nulla sembra ancora deciso. Perché però Lecce (che ha presentato dossier ufficiale, poi accettato) allo stato attuale potrebbe avere un bel vantaggio? Il motivo è semplice: i lavori per la nuova copertura sono partiti e gli adeguamenti previsti per ospitare gli imminenti Giochi del Mediterraneo saranno conformi agli standard previsti dall’Uefa per i grandi eventi internazionali. E poi anche la capienza è idonea: oltre 31mila posti a sedere consentono di ospitare alcune gare. Insomma: lo stadio di fatto è pronto e poco ci manca. Per Palermo siamo alla fase progettuale ma bisogna tenere conto del forte supporto del City Group per il restyling dell’impianto. Per Napoli il bivio è tra Maradona e stadio nuovo e per ora nulla sembra muoversi particolarmente, mentre per Bari il principale ostacolo per il San Nicola è legato al costo delle operazioni di restyling alquanto impegnativo: servono almeno 120 milioni di euro. Ma senza anche solo una parziale copertura tramite fondi statali (o credito sportivo) la situazione sembra destinata a non sbloccarsi. Prioritario è anche l’avere uno studio di fattibilità. Al momento nessun dossier ufficiale di candidatura è stato presentato. Da non dimenticare poi Salerno, che già sta provvedendo a sistemare alcuni settori dello stadio Arechi. Forte è stato a suo tempo il sostegno dell’ex governatore regionale De Luca. Presto sapremo.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 18 giugno 2026 alle 08:00
Autore: Domenico Brandonisio
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