Prima della sosta per le nazionali, il Lecce ha un’altra occasione per confermarsi e convincere. Al Via del Mare, i giallorossi ospitano il Verona di mister Zanetti. Una squadra che lotta per non retrocedere che ha raccolto molto meno rispetto a quanto fatto vedere in campo. Mister Di Francesco non cambia gli interpreti, fiducia a chi è partito titolare contro la Fiorentina.
Minuti iniziali, partita pimpante senza sussulti. I giri delle gambe e del pallone sono alti, tuttavia nessuno ha preso, per ora, il sopravvento. La prima vera e bella azione dei giallorossi porta al tiro di Berisha sul primo palo, la palla viaggia esterna. Ottima trama costruita sull’asse Veiga-Morente-Berisha. Occasione anche per il Verona. Gaspar, in area, perde il contatto col pallone, Belghali si infila e calcia verso il primo palo. Per fortuna, la sfera esce fuori. Al 24’, Banda inventa. Serpentina dalla sinistra, rientra sul piede forte e calcia un tiro a giro sul quale Montipò si deve superare. I gialloblu quando salgono a due creano pericoli. Giovane pennella al bacio per Orban che aggancia magistralmente, solo l’ottima chiusura di Veiga riesce a sbrogliare una matassa diventata pericolosa. Ping-pong: è il caso di dirlo. Ancora Giovane-Orban. Questa volta ci vuole Falcone per bloccare il tiro. Dopo due angoli consecutivi, uno giocato l’altro no per termine del tempo di gioco, si conclude il primo tempo.
La gara riprende senza cambi. Secondo tempo che per 15 minuti ha regalato poco o niente. Delle due, il Lecce sembra quella più in palla e nelle condizioni di poter fare qualcosa in più. Al 20’, arriva il primo tiro in porta di Stulic. Controllo in area e tiro di sinistro, Montipò para con i piedi. Al 68’, il Verona costruisce bene. Giovane di testa, Orban mette in area e Belghali arriva a colpire. Bravo Falcone a controllare da due passi. Succede di tutto al minuto 35. Sottil mette al centro, Camarda si frappone tra il pallone e Bella-Kotchap. Abisso fischia calcio di rigore. Il VAR richiama l’arbitro. Il difensore sembra aver colpito prima il pallone. Abisso torna sui suoi passi e revoca il rigore. Minuti successivi concitati. Il Lecce spinge prima col tiro di Camarda da fuori, poi con Sottil. Stop al bacio e tiro violento sul quale Montipò si fa trovare pronto.
L'abitro assegna 5 minuti di recupero. Finisce qui senza ulteriori sussulti. Il Lecce avrebbe meritato la vittoria per quanto dimostrato in campo. Tante occasioni, buone trame di gioco. Manca la cattiveria sotto porta. Sarà per la prossima.
Autore: Stefano Sozzo / Twitter: @stesozzo
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