Il Taranto non ha ancora sciolto le riserve sul nome del nuovo allenatore. Dopo la separazione da Luca Tiozzo, la società è al lavoro per individuare il sostituto, ma la candidatura di Pino Di Meo, che sembrava aver preso quota nelle ultime ore, ha subito un rallentamento. Lunedì 2 novembre, nella sede barese del club, il tecnico del Bisceglie ha incontrato il presidente Sebastiano Ladisa. Dal confronto sarebbe emersa un’intesa di massima per affidargli la panchina rossoblù. Un’ipotesi che, tuttavia, non ha trovato finora una conferma concreta.

Il passaggio decisivo era atteso nella serata di martedì 3 novembre, quando Di Meo avrebbe dovuto ricevere una telefonata dalla dirigenza per definire i dettagli organizzativi e programmare la doppia seduta di lavoro del giorno successivo. La chiamata non è arrivata e l’operazione è rimasta in sospeso. Al momento, quindi, non è stato formalizzato alcun accordo. Sul possibile ritorno dell’allenatore a Taranto pesa anche il precedente con una parte della tifoseria. A far discutere era stato il gesto delle due dita medie rivolto in passato ai sostenitori rossoblù. Di Meo ha più volte chiarito che non si trattava di un gesto indirizzato ai tifosi tarantini, ma l’episodio continua a essere ricordato e potrebbe rappresentare un tema nel caso di un suo approdo sulla panchina ionica.

Nel frattempo, la squadra ha ripreso a lavorare sotto la guida di Mimmo Camassa, già vice di Tiozzo, che sta dirigendo gli allenamenti in attesa di sviluppi. Il tempo stringe: all’orizzonte c’è la sfida contro lo Squinzano, attuale vicecapolista, e il Taranto ha bisogno di capire al più presto chi sarà chiamato a guidare il gruppo nel prossimo impegno di campionato.

Sezione: Primo piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 11:15 / Fonte: Dante Sebastio - Antenna Sud
Autore: Giovanni Scialpi
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