Wladimiro Falcone si racconta tra emozioni, ricordi e senso di appartenenza. In un’intervista realizzata con la Lega Serie A e il Lecce, il portiere giallorosso ha parlato del proprio rapporto con il calcio e del legame costruito con il Salento.

GLI INIZI - “Per me il calcio è vita, è la mia infanzia, i miei ricordi”, ha raccontato Falcone, spiegando quanto il pallone abbia sempre occupato un posto centrale nella sua quotidianità: “Da che ho memoria, è stato un pensiero fisso. Non riesco a immaginare una vita senza calcio”. Il numero uno giallorosso ha ricordato anche gli inizi non semplici: “Ho iniziato a undici anni perché i miei genitori inizialmente non volevano iscrivermi. Mi misi a piangere davanti a mia madre perché per me era troppo importante inseguire questo sogno”.

L'ARRIVO IN SERIE A E IL LECCE - Un sogno poi diventato realtà con l’arrivo in Serie A: “Mi ritengo fortunato ad avercela fatta”. Falcone ha parlato anche del rapporto speciale con Lecce: “Qui si vive bene, la gente è socievole e il cielo ha colori incredibili. Tutto questo è un valore aggiunto anche per rendere meglio in campo”.

PORTIERE E CAPITANO - Sul ruolo del portiere: “Noi siamo un pianeta a parte. A volte puoi restare concentrato novanta minuti e dover intervenire soltanto una volta, ma devi essere pronto”. Particolarmente significativo il passaggio dedicato alla fascia da capitano: “Mi inorgoglisce tantissimo. Quando entro nello spogliatoio e vedo la fascia preparata al mio posto provo qualcosa di speciale. Sento di rappresentare un intero popolo e non posso deluderlo” Infine una definizione che racconta perfettamente il suo spirito: “È come se la fascia mi desse dei superpoteri”.

Sezione: Serie A / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 13:04
Autore: Giovanni Scialpi
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