E'stato presentato in sala stampa il neo tecnico del Barletta calcio Paci. Queste le parole del DS dei biancorossi De Santis e del neo tecnico, assieme a quelle di mister Lanotte.
Le parole del DS
La scelta di cambiare allenatore
"Purtroppo, nel calcio come nella vita, a volte è necessario fare delle scelte, anche quando sono dolorose. C’è stato un momento in cui probabilmente avremmo potuto essere meno impulsivi nel comunicare alcune decisioni e di questo mi sento di chiedere scusa. Tuttavia, a un certo punto ci siamo resi conto che il gruppo squadra si era esposto anche oltre il necessario ed è per questo che abbiamo deciso di spostare l’attenzione sulla società, sempre e comunque per il bene del Barletta. Le scelte devono essere fatte esclusivamente nell’interesse del Barletta e la dirigenza farà di tutto per centrare l’obiettivo. In quest’ottica va letta anche la decisione di puntare su un nuovo allenatore di livello nazionale, non il classico tecnico del territorio. Serviva una scossa e, spesso, in questi casi è l’allenatore a pagare. La squadra ha dimostrato un attaccamento e un affetto sincero nei confronti di mister Pizzulli, un aspetto che nel calcio non è affatto scontato. Proprio leggendo questo messaggio di grande stima, abbiamo ritenuto opportuno tutelare il gruppo, evitando che venisse esposto eccessivamente, rischiando di creare ulteriori problematiche. Per questo motivo abbiamo deciso di assumerci noi, come società, un’ulteriore responsabilità. Sappiamo di aver generato qualche malumore e di questo ci scusiamo, ma riteniamo che fosse la scelta migliore."
Il parco under
"Per quanto riguarda il parco under, il lavoro svolto era stato positivo, ma purtroppo domenica si è verificato l’ennesimo infortunio. Nella giornata di oggi dovrebbe arrivare un classe 2006, ma numericamente la rosa dovrebbe rimanere invariata. Al momento il mercato è questo: il nuovo allenatore è appena arrivato e vuole prima valutare i giocatori a disposizione. C’è tempo fino al 31 gennaio per intervenire, se necessario, ma mi auguro di no, perché significherebbe che quanto fatto finora non è stato sufficiente."
Da Silva
"Prima del cambio in panchina, una cessione sul mercato poteva essere presa in considerazione solo per una questione di tranquillità reciproca. Per il bene di tutti, è giusto che ognuno trovi lo spazio che sente più congeniale. Con l’arrivo del nuovo mister le cose potrebbero cambiare: ci auguriamo che riesca a trovare la chiave giusta per rilanciare questo ragazzo, che ha qualità importanti, forse ancora non del tutto consapevoli nemmeno a lui. In questo momento va lasciato sereno, perché è un ragazzo sensibile che sta subendo molto la situazione. Credo sia arrivato il momento di dargli tranquillità: noi faremo la nostra parte e speriamo che lui faccia la sua, perché giocatori di questo calibro non se ne trovano facilmente."
Gli obiettivi della società
"La parola “resa” non fa parte del mio vocabolario. Questa scelta è stata fatta per un motivo preciso: se avessimo voluto, avremmo potuto alleggerire i costi cambiando qualche elemento. Invece, il fatto di intervenire subito su un under è un segnale chiaro della volontà della società di migliorarsi continuamente. Sono rimasto sinceramente infastidito da quanto detto nei giorni scorsi: senza un’alchimia totale è difficile ottenere risultati. Tutti possono sbagliare, perché tutti lavoriamo e prendiamo decisioni, ma mettere in discussione l’operato della società non lo accetto, perché non è corretto. Invito l’ambiente a mantenere maggiore serenità. Come ha detto il presidente, se anche non dovessimo raggiungere l’obiettivo, rilanceremo comunque, perché la volontà è chiara: vogliamo riportare il Barletta nel calcio professionistico."
Dove è mancata la squadra
"Dal punto di vista dei risultati, alcune squadre hanno fatto qualcosa in più in fase offensiva. Se avessimo segnato cinque o sei gol in più in due o tre partite, oggi avremmo qualche punto in più per restare agganciati alla vetta. A questo si aggiungono i numerosi infortuni e le squalifiche, oltre al fatto che abbiamo beneficiato di un solo rigore a favore, nonostante diverse situazioni discutibili. Sono dettagli che fanno la differenza, anche se è evidente che avremmo potuto fare di più."
L'ambiente
"Il fattore ambientale incide molto: non tutti i giocatori sono abituati a piazze importanti come Inter o Milan, e lo stesso vale in Serie D. Qui il senso di responsabilità è maggiore e, se non sei forte mentalmente, diventa difficile mantenere continuità. Chi ha fatto il mercato prima di me lo ha fatto in buona fede, così come ho fatto io. Non resta che augurarci che qualcosa possa cambiare in meglio nel 2026."
Le parole di mister Paci
La reazione alla chiamata
«Sono stato chiamato dal presidente, che conosco da qualche anno, già dai tempi della Viterbese. Dopo un confronto con la società abbiamo deciso di comune accordo di iniziare questo percorso. Quando è arrivata la chiamata del Barletta sono stato molto felice e carico: parliamo di una piazza importante, che comporta grandi responsabilità. Ho voglia di riscattarmi dopo l’ultima esperienza e Barletta rappresenta per me un passaggio fondamentale, una realtà che merita la mia massima dedizione e voglia di fare bene.»
Come colmare il gap in classifica
«L’aspetto agonistico è predominante, perché abbiamo un tifo che, se portato dalla nostra parte, può diventare davvero il dodicesimo uomo in campo. La squadra sta facendo bene, anche se c’è un gap di sette punti, che significa semplicemente che le altre stanno facendo meglio di noi. Non c’è bisogno di stravolgere la squadra, ma di migliorarla sotto alcuni aspetti: la mentalità, qualche accorgimento tattico per far rendere al meglio i ragazzi. Il percorso è positivo e va valorizzato attraverso il lavoro. Tutti vorrebbero essere al nostro posto, ma la soluzione è lavorare, con umiltà e intelligenza. Sette punti si possono recuperare, ma dobbiamo iniziare subito, con la consapevolezza di dover portare risultati che questa società e questo popolo meritano.»
Cosa manca alla squadra
«La squadra sta facendo bene, ma le manca qualcosa, e quel qualcosa dobbiamo trovarlo tutti insieme. Non è solo una questione tecnica o mentale: per raggiungere un obiettivo così importante serve che tutti vadano nella stessa direzione. Io sono qui perché ci credo, così come il pubblico e i giocatori. Solo insieme possiamo colmare questo gap.»
Le esperienze da giocatore con allenatori di livello
«A livello tecnico ho avuto buoni allenatori dai quali ho imparato molto, ma il campo è un’altra cosa. Allenare significa sapersi adattare, capire il contesto e i giocatori. Gli insegnamenti sono importanti, ma è sul campo che ci si forma davvero. Questo è un lavoro che spesso ti porta a essere solo: i giocatori sono la chiave e trovare in loro la giusta leva per farli rendere al massimo la domenica è la cosa più difficile, ma sono qui per questo.»
Cosa bisogna migliorare
«Noi vogliamo vincere, perché la storia la fanno quelli che vincono. A volte si può anche giocare male, ma il risultato cambia l’umore e la percezione della partita. Ci sono elementi fondamentali che determinano il risultato: la fase difensiva, le palle inattive, le transizioni. Sono aspetti sui quali dovremo lavorare nel tempo. In fase offensiva dobbiamo migliorare, ma sempre con equilibrio, perché una squadra deve saper lavorare in entrambe le fasi.»
Il girone
«Il girone è molto impegnativo e nessuno regala niente. Oltre alla mentalità dobbiamo metterci il cuore. In questo momento non basta solo l’atteggiamento, servono punti e dobbiamo accettare la pressione, che per me è un aspetto positivo. Giocare per una piazza così importante comporta responsabilità e sta a noi affrontare le partite con la voglia di vincere, non con la paura, lavorando ogni giorno per recuperare il gap.»
Il modulo
«Penso che giocheremo a quattro, perché la squadra è stata costruita in questo modo e sta facendo un buon percorso. Detto questo, fossilizzarsi su un sistema di gioco è sbagliato: dobbiamo recuperare punti e avere la mentalità di saper cambiare anche a partita in corso. Il modulo è importante, ma senza la voglia di vincere non si va da nessuna parte. Continueremo a quattro perché finora abbiamo fatto bene in fase difensiva.»
Le parole di mister Lanotte
La reazione alla chiamata
«Forse sono una delle poche persone davvero felici di questa chiamata. Quando mi hanno comunicato la notizia non ho esitato un attimo: conoscete tutti il mio attaccamento a questa maglia e a questa società, che ora avrò modo di conoscere meglio. Da parte mia posso dire di essere completamente a disposizione del mister.»
Il ruolo nello staff
«Mi metterò al servizio del mister. Chiaramente riesco a entrare in sintonia con i singoli ragazzi, ma non spetta a me decidere cosa fare: le scelte competono all’allenatore. Credo che ci sia un bel lavoro da fare, perché la squadra c’è, anche se alcuni ragazzi hanno bisogno di maggiore tranquillità.»
Sul gruppo squadra
«Chi ha indossato questa maglia per tanti anni ha qualcosa in più da trasmettere ai compagni più giovani. Prima ero sugli spalti, oggi faccio parte dello staff e posso dire di aver trovato un gruppo sano, che lavora con grande intensità. In queste condizioni, anche per lo staff tecnico è molto più facile svolgere il proprio lavoro.»
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