Una storia senza eguali. Un Nardò strabordante, capace di rifilarne quattro a un Brindisi sempre più a picco e di prendersi di prepotenza il primo posto in classifica. Un traguardo temporaneo, è vero, ma che può e deve far sognare. Quasi impensabile fino alla scorsa estate, quando i neretini per qualche mese furono vergognosamente mandati in Eccellenza da un'ingiusta mossa d'ufficio. Sia perché quella squadra, con Foglia Manzillo alla guida, dava segnali di crescita importanti e l'impressione di potersi tirare fuori dalla "zona rossa" e sia perché è stato messo da parte il buonsenso, senza tener conto del momento delicato in cui versava il Paese: giusto fermare il campionato, meno condannare un club a una retrocessione con ancora tante partite per poter rimediare.

Il 14 luglio 2020, quindi, il club del presidente Donadei deposita la domanda di riammissione in D e il 31 agosto... giustizia è fatta. Quindi un mercato in fretta e furia, ma comunque studiato e oculato: per piazzare colpi come Caputo e Tornros, solo per citarne due, di calcio devi capirne. Un mix di giovani ed esperti che alla fine ha pagato e un entusiasmo contagioso nello spogliatoio. E la scelta di puntare su Danucci - fino a qualche settimana prima calciatore e poi diventato il "Pirlo di Nardò", per fare un paragone con quanto accaduto sulla panchina della Juventus - dimostra il coraggio di una società che lavora unita e spedita verso un'unica meta. Inutile sottolineare come questa compattezza dirigenziale si sia riflessa a specchio sul campo. Il Nardò è primo, grazie ad ogni sua componente, nel girone H di Serie D: temporaneamente perché il Taranto dovrà recuperare ad esempio tre partite, ma intanto si gode il momento e un'autostima che può solo aumentare. 

Sezione: L'EDITORIALE / Data: Lun 01 marzo 2021 alle 08:55
Autore: Dennis Magrì / Twitter: @magriden
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