Dopo la comunicazione con cui ha annunciato la volontà di cedere le proprie quote e lasciare l'incarico di amministratore, Ivan Ghilardi ha affidato a una lunga diretta social il racconto della sua esperienza al Fasano, ripercorrendo il lavoro svolto nell'ultimo anno e mezzo e spiegando le ragioni della decisione maturata nelle ultime settimane.
Ghilardi ha innanzitutto ricordato le condizioni economiche del club al momento del suo ingresso in società.
"Non dimentichiamo in che condizioni era il Fasano calcio l'anno scorso. Io sono entrato che c'era una grossa fase debitoria da dicembre a maggio di circa 300mila euro, di 250mila euro verso l'Agenzia delle Entrate e l'erario, e un debito con i fornitori di oltre 150mila euro. Quando siamo entrati a febbraio abbiamo fatto il possibile per andare avanti e iscrivere la squadra al campionato. Lo spettro della non iscrizione era molto più imminente rispetto a quello attuale".
L'ex amministratore ha poi sottolineato il lavoro svolto per ridurre il passivo societario.
"Ci vuole coraggio a fare calcio e soprattutto a prendersi i debiti. Il sottoscritto quei debiti li ha saldati. Oggi siamo arrivati a circa 110mila euro di esposizione, con un credito d'imposta di circa 60mila euro ancora da recuperare. In sostanza la situazione debitoria reale si aggira intorno ai 50mila euro. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per abbattere il più possibile i debiti del Fasano".
Successivamente ha ripercorso le tappe della trattativa che avrebbe dovuto portarlo ad acquisire la maggioranza delle quote societarie.
"Il 22 febbraio era stata firmata una lettera d'intenti da tutti i soci. C'era un closing fissato per il passaggio delle quote, ma non è mai stato completato. A ottobre avrebbe dovuto concretizzarsi il trasferimento del 70% delle quote, ma non si è arrivati alla conclusione per la mancata approvazione da parte degli altri soci. A gennaio 2026 è stata avanzata una nuova proposta che non è andata in porto e siamo arrivati fino ad oggi".
Ghilardi ha poi rivolto un messaggio diretto alla tifoseria biancazzurra.
"Devo chiedere scusa al popolo fasanese. Nell'ultima conferenza stampa sarei dovuto intervenire per annunciare la mia volontà di cedere le quote. Ho sbagliato a temporeggiare. Non me ne sono andato con una valigia in mano, come qualcuno ha detto. Anzi, da quando siamo entrati abbiamo portato oltre un milione e trecentomila euro di sponsorizzazioni".
Tra i risultati rivendicati dall'ex amministratore c'è anche il percorso sportivo della squadra.
"Negli ultimi dieci anni Fasano non aveva disputato un campionato del genere. Avevo promesso una stagione importante e credo che la squadra abbia mantenuto le aspettative. Abbiamo migliorato la struttura societaria, lavorato sullo stadio e costruito una rosa che si è giocata il campionato fino alle ultime giornate. Abbiamo portato giocatori importanti e vissuto una stagione da protagonisti".
Ghilardi ha poi respinto le critiche ricevute negli ultimi mesi.
"Quando qualcuno mi definisce un pagliaccio o dice che sono scappato, io rispondo con i fatti. Abbiamo portato il numero degli sponsor da circa trenta a oltre cento. Non ho saltato praticamente nessuna partita in un anno e mezzo. Abbiamo investito tempo, energie, famiglie e risorse economiche in questo progetto".
Il dirigente ha ricordato anche le ambizioni con cui era nato il suo percorso a Fasano.
"Mi ero presentato con un progetto triennale che avrebbe dovuto portare il Fasano in Serie C. Abbiamo investito tanto e abbiamo creduto fortemente in questo obiettivo. A gennaio, quando eravamo ai vertici della classifica, chi non pensava di poter vincere il campionato?".
Nonostante l'addio, Ghilardi ha garantito il proprio sostegno per consentire alla società di affrontare le prossime scadenze.
"Oggi il mio obiettivo è mettere chi verrà dopo di me nelle condizioni di iscrivere il Fasano al prossimo campionato di Serie D. Sono disposto anche domani mattina ad andare dal notaio per firmare il passaggio delle quote. È il mio ultimo atto d'amore verso questa squadra e questa città".
Infine ha ribadito la volontà di contribuire anche in futuro, pur senza ricoprire incarichi societari.
"Non me la sento più di investire direttamente nel progetto, ma metterò a disposizione competenze, contatti e professionalità per aiutare chi prenderà il mio posto. Sono disposto a contribuire anche economicamente affinché il Fasano possa iscriversi regolarmente al campionato. Chi sarà il mio successore avrà il mio sostegno. Non mi sento di dire di aver fallito, ho mantenuto quanto detto". Parole che arrivano in un momento estremamente delicato per il futuro del club biancazzurro, alle prese con le scadenze legate all'iscrizione e con la ricerca di una nuova stabilità societaria.
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