Tutto è pronto, o quasi, per la grande sfida di domenica tra Taranto e Casarano che vivrà il primissimo atto alle ore 14.30 sul manto erboso dell’impianto ionico dello “Iacovone”. Il clima nel frattempo è sempre più rovente, in particolar modo sul web, dove inevitabilmente tifosi e addetti ai lavori si bacchettano per pronosticare il finale di un match che seppur considerato dai tanti non del tutto decisivo alle sorti finali del campionato, al contrario sembrerebbe esser un croce via secondo altri pareri. In tal senso, dopo l’intervista al doppio ex della gara Nicolas Bremec (LEGGI QUI), quest’oggi mantenendo lo stesso format abbiamo intervistato Carlo Vicedomini, centrocampista attualmente tesserato con il Gravina e che dall’alto delle sue trentacinque primavere conta in carriera una un anno e mezzo in quel di Casarano – dal dicembre 2017 al giugno 2019 – squadra con la quale ha vinto tutto rendendosi protagonista del gruppo che ha riportato i salentini in Serie D due anni fa. Non solo rossazzurro, ma in precedenza ha vestito anche la casacca rossoblù del Taranto, in questo caso per due stagioni dal 2011 al 2013 con la prima stagione in C1 e la seconda in D, con in totale 34 presenze farcite da 2 reti.
Buongiorno Carlo, vorresti in apertura farci una panoramica personale delle due formazioni?
“A mio avviso sono due squadre che per blasone e qualità di organico sono molto simili. Il Taranto fino ad oggi mi ha sorpreso per quadratura in campo, avendolo affrontato con il Gravina ammetto di esser stato colpito dalla loro compattezza, si intuisce che si tratta di un blocco unico e unito. Dal canto opposto invece, ho avuto modo di vedere per ultime le sfide del Casarano contro Fasano e Sorrento, ma in generale credo che molto spesso si facciano sorprendere nel reparto arretrato; allo stesso tempo ogni qualvolta si propongono in avanti si ha la percezione che possano sbloccare la gara in qualsiasi istante, e ciò è dovuto al fatto che in avanti hanno a disposizione profili importanti quali Santoro, Sansone, Rodriguez, Favetta, Mincica e Negro che rendono il reparto molto forte. A quest’ultimi, inoltre, si è aggiunto di recente Ficara, profilo anch’esso importante per la categoria”.
Un anno e mezzo a Casarano piazza che hai vissuto fino a qualche mese fa, e due anni a Taranto di cui uno poco felice. Cosa ricordi di queste due piazze e che ricordi hai?
“Ho reminiscenze indelebili di entrambe le piazze, non nego che sia il Casarano che il Taranto hanno dato molto alla mia carriera e non solo. Nei due anni in riva allo Ionio non porto granché del primo anno, purtroppo ci fu imposto di ripartire dal campionato di Serie D, con una discreta stagione nell’anno seguente tra i dilettanti. Ricordo che all’inizio avevo alcune difficoltà e venni anche fischiato allo Iacovone, poi dopo un periodo di duro lavoro divenni un tassello importante per la squadra e penso che ancora mi vogliano bene a Taranto. Quest’ultimo pensiero penso valga anche per Casarano, piazza con la quale abbiamo vinto tutto centrando un triplete storico con De Candia in panchina”.
Lei ha vissuto e in certo qual modo vive tutt’oggi le conseguenze del covid-19 sul campionato di Serie D. Quanto incide questo fattore sul percorso regolare di una stagione calcistica?
“Senza ombra di dubbio la pandemia e le necessitudini dovute dalla pandemia per coronavirus fanno venir meno le consuete dinamiche di una stagione calcistica, con la preparazione alla gara che avviene in settimana in vista di domenica che non è del tutto scontata o che può rivelarsi inutile a poche ore dall’inizio del match. Se ti fermi per un certo lasso di tempo ti ritrovi a giocare tre o quattro gare nel giro di pochissimi giorni e si perdono le certezze trovate in precedenza. Questa regola e questo fattore però viene vissuto allo stesso modo da tutti i club di Serie D, dunque non dovrà essere un alibi a fine stagione, poiché credo che qualsiasi club ha inizio stagione abbia costruito il gruppo squadra tenendo conto di tale fattore”.
Ora tornando alla gara, il Casarano ha optato per un cambio in panchina, mentre il Taranto sembrerebbe prender quota giornata dopo giornata grazie alla guida di Laterza. Quanto può incidere questo discorso sul computo finale del match? Inoltre quanto può incidere il finale della gara sul prosieguo del campionato delle due squadre?
“Il Casarano ha deciso di cambiare il tecnico passando da Feola e Orlandi seppur il trainer campano avesse dimostrato di poter dire la sua e inanellato una media punti quasi ottimale; tanta gente potrebbe dire la sua, ma la verità assoluta dell’esonero non si saprà mai, per ovvi motivi di prevenzione interna. La scelta di Orlandi, tecnico molto importante e che viene ricordato per i diversi miracoli e risultati ottenuti in passato in categorie superiori, rimarca ancor di più l’obiettivo stagione dei rossazzurri che puntano senza ombra di dubbio in alto. Grazie a questo cambio i giocatori hanno ricevuto una scossa e si sono rimessi in discussione, ora però devono dare delle risposte sul campo anche perché non può sempre pagare dazio il tecnico per i risultati ottenuti sul campo. Per me questa sarà una gara molto importante, se una delle due dovesse trionfare prenderebbe quota, e indipendente dai recuperi, risulterebbe fondamentale la gara sotto il punto di vista mentale, con una delle due che potrebbe subire un duro colpo in caso di sconfitta”.
Infine, un pronostico?
“0-0, ma indipendentemente dal risultato finale auguro il meglio ad entrambe le formazioni e spero che possano entrambe ottenere il massimo dai rispettivi campionati, otre che centrare l’obiettivo prefissato ad inizio anno”.
Si ringraziano l'ufficio stampa stampa della FBC Gravina al nome di Giosafat Loviglio e l'atleta Carlo Vicedomini per la disponibilità
Autore: Simone Cataldo / Twitter: @SimoneCataldo12
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