Raffaele Bianco, centrocampista del Bari, si proietta ai microfoni di TeleBari sul derby di mercoledì contro il Foggia. Queste le sue sensazioni a due giorni dal match: "Non stiamo nella pelle perché il rinvio della scorsa settimana ci ha colto un po' di sorpresa, eravamo già pronti a giocare. Questa ulteriore settimana ci è servita per lavorare ancora di più sul piano fisico e per preparare ancora meglio la battaglia che ci aspetta. Il derby rappresenta per noi una grande occasione di riscatto, un'occasione per prendere uno slancio in vista di grandissimi playoff. Non volevamo che l'annata si trascinasse in questo modo, abbiamo ancora una grande opportunità e ce la vogliamo giocare alla grande. Giocare subito un derby così sentito può darci una grossa motivazione. Due risultati a disposizione? Non può essere un motivo di rilassamento, dobbiamo imporre il nostro ritmo dall'inizio per mettere la partita sui binari a noi più congeniali. Non siamo una squadra che ragiona, fare i calcoli non è il nostro forte".

Importante, a livello personale, recuperare le migliori condizioni fisiche dopo il recente infortunio: "Sono rientrato dal problema che ho avuto ad Avellino, ovvio che non sia alla pari degli altri. L'essere dentro al gruppo già da 20 giorni e il riuscire a disputare uno spezzone di gara contro il Bisceglie, però, mi hanno dato molto fiducia. Se il mister mi dovesse chiamare in causa, cercherò di farmi trovare pronto. Siamo in un punto della stagione nel quale tutti, a prescindere da chi gioca e chi no, devono mettere il Bari al centro dei loro pensieri".

A chiusura, sulla squadra di Marchionni: "Il Foggia è una squadra fastidiosa, non dotata di grosse individualità ma capace nell'insieme di far giocare male l'avversario, una squadra aggressiva da prendere con le molle. Anche quanto successo tra Triestina e Virtus Verona ci fa capire che le sorprese sono sempre dietro l'angolo, ma se noi facciamo il Bari ce la possiamo giocare tranquillamente con tutti". 

Sezione: BARI / Data: Lun 17 maggio 2021 alle 18:00
Autore: Antonio Bellacicco
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