Ci deve pur essere un motivo per cui da Brindisi a Barletta, passando per Bisceglie e Trani, quattro squadre del calcio dilettantistico che fanno riferimento a città affacciate sull’Adriatico abbiano conseguito straordinari successi, a distanza di poche settimane una dall’altra, a distanza di soli 179 chilometri dalla più meridionale alla più settentrionale.

Un filo rosso che trova origine solo nella prolifica filanda nell’immaginazione di certi analisti un po’ romantici?

Forse sì. Ma forse no. E se dovesse davvero esserci un collegamento tra i successi tra le quattro città adriatiche? E se fosse proprio il mare? Qui si rischia di entrare nel fantasy.

Anzi no. Se dovesse sbarcare (è il caso di dire) in Serie D anche il Taranto, allora cinque indizi potrebbero rasentare la prova. Anche se non sarebbe più l’Adriatico il comune denominatore, bensì il mare. E se toccasse al Canosa? Beh - scomodiamo ancora la geografia -, ci sarebbe l’acqua dell’Ofanto come elemento che accomuna i luoghi delle vittorie.

E se l’Ideale Bari, Triggiano permettendo (che attenzione, città marinara in fondo lo è, visto che reclama la sua San Giorgio da quasi cent’anni), dovesse vincere il Girone A di Prima Categoria? Ancora l’Adriatico. Ancora il mare. Ancora l’acqua. Un’altra squadra tranese, la Polisportiva 2006, ha stravinto il Girone A di Seconda Categoria. E nel Girone C ha trionfato il Gallipoli griffato Kalè Polis. Un sortilegio.

Un caso, direbbero i pragmatici. E poi la Puglia è immersa nel mare. Dunque, facile costruire teoremi.

Resta il fatto che la Puglia che vince può farlo in modo travolgente oltreché convincente. La Serie D è ormai casa nostra: prima di Barletta vi hanno trionfato Casarano, Altamura, Brindisi Cerignola, Taranto (e Andria ripescata), Foggia (col Bitonto retrocesso), Bari, Bisceglie, Virtus Francavilla (e Taranto), Fidelis e Monopoli, Martina. Insomma, dal 2012 solo un paio di passaggi a vuoto, nel 2018 con la vittoria del Potenza del tecnico molfettese Nicola Ragno e nel 2014 con quella del Matera del presidente altamurano Saverio Columella. Insomma, nell’ultimo quarto di secolo, i club pugliesi hanno dominato l’Interregionale.

Anche la Coppa Italia di Eccellenza è terra di conquista, dal 2004: prima del Bisceglie, quanto meno in finale c’erano arrivati Barletta due volte (una vinta, una persa), Casarano, Trani, Francavilla, Cerignola, ancora Bisceglie e ancora Casarano, Real Altamura e San Paolo Bari, con ben cinque trofei portati in Puglia.

Per non dire dei playoff nazionali di Eccellenza, con 17 promozioni su 30 partecipazioni e un record al momento inattaccabile del 56,66%, alimentata soprattutto dalle strepitose performance del Brindisi con tre successi su tre, nel 2000, nel 2005 e nel 2019.

Una bella stagione, allora. Peccato per la finale persa dalla Juniores al Torneo delle Regioni. Sarebbe stata la pioggia come compimento, per dirla con un proverbio arabo. Battere il Lazio a Francavilla Fontana nel Regioni fatto in Puglia avrebbe trasformato la 2025/2026 da un’ottima annata a una pagina d’oro nel grande libro della storia del pallone di Puglia.

Sezione: Focus / Data: Mer 22 aprile 2026 alle 22:40
Autore: Vito Prigigallo
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