Era i 5 marzo 1961. Il Bari non vinceva dal 4 dicembre. Era la Serie A e i biancorossi rischiavano di retrocedere. E sarebbero retrocessi. Ma quel giorno il Bari ebbe la meglio sul Torino. Vittoria di misura, come si dice: 1-0, gol di Carlo Tagnin.

E quel pomeriggio accadde un episodio da mandare a memoria. Lido Vieri, portiere dei granata, fu espulso dall’arbitro – il maceratese Cesare Jonni - per aver colpito con un pugno Mario Mazzoni. Al suo posto, tra i pali, venne schierato Giancarlo Cella che poi sarebbe passato all’Inter, dove, nel 1971 avrebbe vinto lo scudetto. Ebbene, a ventun anni, centrocampista dai piedi buoni (poi avrebbe fatto il battitore libero di qualità, cominciando a trasformare il ruolo dell’ultimo difensore davanti all’estremo difensore) venne mandato tra i pali. E parò il rigore calciato (male, malissimo) da Paolo Erba.

Quella stagione venne anche segnata da due scandali che coinvolsero il Bari. Quello delle presunte partite del 26 febbraio truccate (il Bari a Lecco) che si rivelò una sciocchezza. E quella della vittoria a Roma con la Lazio grazie al gol di Rossano. Una rete molto bella ma illusoria, visto che Gianni Seghedoni e compagni, come detto, sarebbero egualmente retrocessi dopo lo spareggio con Udinese e Lecco. In quell’annata la squadra pugliese fu allenata da Luis Carniglia, terzo trainer dopo Francesco Capocasale e la transizione di Onofrio Fusco.

Ieri Giancarlo Cella, a 85 anni, ci ha lasciati.

Sezione: Focus / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 22:58
Autore: Vito Prigigallo
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