Capolinea Serie C. Il campionato non ripartirà: è questo quanto emerso nell’assemblea virtuale di giovedì pomeriggio tra i sessanta club militanti in Lega Pro. Tutti hanno potuto esprimere il proprio voto, favorevole o contrario, sui quattro punti raccolti dal Consiglio direttivo ascoltando le proposte delle varie società: se ripartire o meno, cosa fare di retrocessioni e ripescaggi e con la quarta promozione.

Tutti compatti sul primo punto: ben 52 club hanno votato a favore dello stop definitivo alla stagione, sei astenuti e uno contrario. Che, facendo due più due, sarebbe il Bari, da sempre schierato per concludere l’anno in campo. Sedici squadre si sono dette favorevoli a disputare i playoff, tra cui il Monopoli, e diciassette si sono astenute, tra cui la Virtus Francavilla.

Virtus che non ha votato neppure su cosa fare con la quarta promozione in Serie B. È il punto che ha fatto infuriare Bari e Reggiana, che si sono già dette pronte a tutelarsi nelle sedi opportune. La maggioranza ha premiato il merito sportivo e in questo senso il Carpi, che vanta una media punti – in base al numero di partite giocate – superiore alle altre pretendenti. Un acceso dibattito in assemblea, che ha creato scontentezza e rabbia.

A sorridere è il Bisceglie, meno il Foggia. Blocco delle retrocessioni e nerazzurri che, per la seconda volta di fila, sarebbero salvi “d’ufficio”. Da discutere quanto sia giusto quest’ultimo punto e non tanto per i nerazzurri, quanto per quei club ultimi in classifica. Perché vorrebbe dire che per un anno “si è scherzato” e chi ha speso meno e giocato male ha tratto gli stessi benefici di, ad esempio, Monopoli, Casertana e Catanzaro. Una decisione che va in contrasto con la decisione di premiare, invece, le prime di ogni girone (quindi il loro campionato vale e quello delle ultime no...). E il Foggia, con il blocco dei ripescaggi, sarebbe beffato. Ma non è finita qui perché spetterà al Consiglio Federale l’ultima parola, che dovrà comunque prendere atto della volontà dei sessanta club di C.

Sezione: L'EDITORIALE / Data: Ven 08 maggio 2020 alle 09:00
Autore: Dennis Magrì / Twitter: @magriden
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