Dalla loro istituzione, stagione 1993/94 (l’Eccellenza era nata nel 1991) i playoff nazionali hanno garantito l’accesso in Serie D a più di centocinquanta squadre: tra queste, solo otto hanno vinto gli spareggi più di una volta. Si tratta dei laziali dell’Anzio, dei sardi del Budoni, dei marchigiani del Castelfidardo, dei campani dell’Ebolitana, dei friulani del Kras di Monrupino, dei toscani del Terranuova Traiana e dei lombardi della Guanzatese e del Tritium di Trezzo sull’Adda. Ma il record (3) spetta ai calabresi del Castrovillari e al Brindisi. I biancazzurri hanno conquistato la D nel 2000, nel 2005 e nel 2019.

Lombardia (31), Campania (22) e Lazio (18) sono le regioni che hanno promosso il maggior numero di squadre attraverso gli spareggi tra le “seconde”. Ma è la Puglia, in rapporto al numero di squadre presentate (30) quella che ha la media più alta: il 56,66%. Di gran lunga meglio anche della Toscana (17 su 60) che ha due gironi di Eccellenza. Al secondo posto, molto staccate quanto al dato percentuale (36,66%) Campania (22 su 60, tre gironi) e Marche (11 su 30, girone unico). Fanalino di coda è la Basilicata che non ha mai promosso squadre dalla doppia porta stretta delle sfide tra maggio e giugno. Il Trentino Alto Adige c’è riuscito solo una volta.

Il Taranto prende parte per la prima volta ai playoff. Accesso alquanto tribolato, epilogo di una stagione ricca di contraddizioni, che può concludersi in modo trionfale. L’avversario del primo turno è l’Apice, formazione della piccola (circa cinquemila abitanti) cittadina beneventana. Anche per i sanniti – pur con motivazioni differenti – si tratta dell’esordio, dopo aver conquistato il secondo posto alle spalle dell’Ebolitana, alla quarta affermazione nel Girone B: un record, per la formazione di Eboli se si pensa anche a due partecipazioni ai playoff. Un solo punto (74 a 73) tra la prima e la seconda. Due punti (73 a 71) tra la seconda e la terza, con gli azzurri del tecnico irpino di Cervinara Renato Cioffi che domenica scorsa hanno pareggiato 0-0 con la Battipagliese, guadagnandosi la storica sfida con la corazzata jonica.

Come detto, i rossoblù di Ciro Danucci rappresentano la 31esima pugliese a partecipare ai playoff. Bisceglie non ce l’ha fatta per tre volte, Cerignola per due (2007 e 2012), al pari dell’Ostuni (’95 e 2004). Nelle ultime due annate (Bisceglie prima, battuto dal Pompei, e Canosa poi, superato dal Gela) la Puglia non ce l’ha fatta. In precedenza toccò a Galatina, Ostuni, Barletta (i primi tre tentativi abortiti) e poi a Ruvo, Fasano, e Altamura. La Team l’anno successivo, nel 2017, conquistò l’Interregionale. I trionfi come accennato sono molti. E portano i nomi di Rutigliano (che, nel 1997, l’annus mirabilis del pallone sotto i tendoni dell’uva da tavola, fu la prima compagine pugliese ad essere “co-promossa”, raggiungendo il Noicattaro), Barletta, Manfredonia (due volte), Manduria, lo stesso Noicattaro, Ostuni, Trani, Andra, Nardò, Omnia Bitonto, Martina, Gallipoli e alle già citate Altamura e Brindisi. Mentre la partecipazione del Canosa è stata straordinaria (5° posto nella classifica finale: sconfitto nella finale di ritorno, in Sicilia), quella dell’Omnia lo è ancora di più: classificatosi 4°, fece l’impresa di battere Avetrana e Casarano agli spareggi regionali, Lagonegro e Afragolese (ai calci di rigore) a quelli nazionali.

Il Taranto, alla prima partecipazione alla Premier League del pallone di Puglia, parte con i favori del pronostico. Anche se all’orizzonte la Gladiator è avversario che si preannuncia ostico. Sempreché i nerazzurri di Santa Maria Capua Vetere riescano a superare una molisana tra Olympia Agnonese e Matese, in realtà un’altra campana: i casertani di Piedimonte Matese sono migrati in cerca di fortune nel vicino Molise.

Sezione: Focus / Data: Ven 15 maggio 2026 alle 07:32
Autore: Vito Prigigallo
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