Il successo nel derby di domenica contro la Virtus Francavilla ha restituito punti e fiducia a un Bisceglie reduce da una settimana turbolenta e scandita dall’esonero di Aldo Papagni, dalle dimissioni del vicepresidente Vito D’Addato e dal ritorno in panchina di Giovanni Bucaro. La vittoria della Cavese contro il Teramo poteva rappresentare un problema, ma il gol di Mansour ha consentito ai nerazzurri di mantenere invariato il vantaggio nei confronti della formazione campana, di agganciare la Paganese e di ridurre lo svantaggio nei confronti della Vibonese.

Nella prima gara della sua seconda esperienza biscegliese Bucaro, com’era inevitabile che fosse, ha ridisegnato tatticamente la squadra tornando al 4-4-2 dopo il 3-5-2 che aveva scandito l’era Papagni. E non casualmente i primi a beneficiare del cambio di modulo sono stati Sartore e Mansour, i due che hanno confezionato il gol decisivo. Le loro prestazioni dopo le difficoltà vissute nel precedente bimestre hanno confermato quanto dichiarato a fine gara dal direttore dell’area tecnica Scuotto: Aldo Papagni ha pagato il mancato adattamento al suo credo calcistico da parte di una squadra pensata, costruita e ritoccata a gennaio sulla base di altro canovaccio tattico.

In vista del trittico finale (Teramo e Bari fuori casa, Vibonese al “Ventura”) il Bisceglie deve ora cercare di dare continuità al derby di domenica, evitando la riedizione di quanto accaduto esattamente un mese fa, quando la vittoria in quel di Caserta è stata seguita dalle quattro sconfitte consecutive che hanno sancito la fine dell’era Papagni. La storia è maestra, come diceva qualcuno, a patto che da essa si impari.

Sezione: L'EDITORIALE / Data: Mer 14 aprile 2021 alle 00:00
Autore: Vincenzo Murgolo / Twitter: @@VincenzoMurgolo
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