Alla fine rivoluzione doveva essere e rivoluzione è stata: 11 arrivi, di cui quattro difensori centrali, una punta, due trequartisti, un mediano, un’ala destra e due esterni (destra e sinistra). Il problema è però nella qualità, nella capacità di fare la differenza, di incidere. Chi dal mercato invernale del Bari si aspettava colpi di spessore e investimenti poderosi è rimasto deluso: malgrado la pericolante classifica la linea societaria è rimasta quella di sempre. Non un passo più lungo della gamba, molti prestiti, nessun investimento anche solo a medio-breve termine. 

Cistana, onore al merito, si è integrato bene nei meccanismi biancorossi sin qui, ora all’appello dovranno esserci tutti gli altri. Di sicuro il problema attaccanti è rimasto tale: nella speranza che Moncini trascini la squadra e che Gytkjaer si svegli, è arrivato in questo senso il solo Cuni che però sin qui ha collezionato appena 16 presenze in campionato, 1 gol ed 1 assist. Non esattamente ciò che serve per svoltare, almeno sulla carta. Veniamo poi ai trequartisti: Cavuoti ha sulle spalle appena 4 partite e 40’ giocati col Cagliari, a cui va sommato lo spezzone di 27’ col Palermo, quindi c’è Piscopo direttamente dalla Juve Stabia. Per lui più presenze, 16, ed anche 753’ giocati. Uno che in questa categoria c’è già dallo scorso anno ma senza avere numeri particolari. Quindi Esteves: col Pisa l’anno scorso contribuì alla promozione in A, ma quest’anno il feeling col campo è stato praticamente assente come dimostrano gli appena 14’ disputati in A ed i 13’ col Palermo a gara praticamente chiusa e compromessa. Si spera in qualcosa di meglio da De Pieri: 8 presenze e 1 gol. Artioli? Va aspettato dall’infortunio che lo terrà fuori un mese. Perlomeno se il giocatore sarà in buone condizioni i numeri sono dalla sua parte: 13 presenze, 1 gol, 1 assist, 1007’ giocati e chi da Mantova piange il suo addio. 

La difesa è l’unico reparto totalmente stravolto: tutti insieme in un colpo solo ecco Stabile, Odenthal, Mantovani ed il già citato Cistana. Anche qui il problema per molti è il solito: infortunati sulla via del recupero o poche presenze sul groppone, calciatori che in condizioni normali sono potenzialmente utili e congeniali. Insomma: la strada era in salita e resta tale. Longo dovrà armarsi di tanta pazienza ed affrontare al meglio un mese di febbraio che pare cruciale: Mantova, Sudtirol, Sampdoria sono solo alcune delle sfide che sanno di scontro diretto. Non c’è un domani, o quasi. Ma il mercato non è stato scoppiettante, servirà inventarsene una più del diavolo.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 08:30
Autore: Domenico Brandonisio
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