Contro l’Udinese è bastata una magnifica punizione al 90’ per rimettere tutto in ordine. Una rete che pesa come un macigno e che riporta il nome di Banda al centro del racconto giallorosso. Non è solo un gol: è il capitolo più recente e più felice di una storia andata in modo ben diverso qualche settimana fa.

Dal Parma all'Udinese: l'espulsione e il gol che regala tre punti di platino

Bisogna tornare a Lecce-Parma. In quella gara Banda finisce dalla parte sbagliata della storia: con i giallorossi avanti 1-0, l’attaccante zambiano rimedia un cartellino rosso dopo un fallo duro e anche inutile. Un episodio che spezza l’inerzia del match, mette in difficoltà la squadra e permette agli ospiti di ribaltare la partita. Un errore pesante, rimasto nella memoria dei tifosi e dello stesso giocatore.

Domenica, ancora contro l’Udinese, Banda entra al 68’ e bastano pochi palloni toccati per far capire che qualcosa può succedere. C’è elettricità, c’è strappo, c’è coraggio. Arriva anche un cartellino giallo, che gli costerà caro: salterà la trasferta di Cagliari. Sei minuti più tardi, al 90’, su una mattonella che a Lecce è storia pura, decide di prendersi la responsabilità. È la zona da cui, negli anni, hanno segnato Barbas, Notaristefano, Zanchetta, Brivio, fino a Chevanton. E proprio come Cheva, Banda indossa la numero 19. La rincorsa è breve, l’impatto perfetto: potenza, giro e palla in rete. Una punizione straordinaria, che riaccende il Via del Mare e cancella, almeno in parte, il peso del passato recente.

Il soprannome "Giuseppe"

Lo chiamano Giuseppe, ma il suo nome è Lameck. Il soprannome circolava già da tempo nello spogliatoio, ma ormai è diventato pubblico. Prima dell’annuncio ufficiale del marcatore, qualcuno dalla panchina si avvicina allo speaker Giorgio Sanghez per chiedergli di pronunciare proprio quel nome: Giuseppe. Un segno di appartenenza, di gruppo, di uno spogliatoio unito.  Anche il presidente Saverio Sticchi Damiani, nel post gara, ha sottolineato il valore umano e sportivo del gesto: non solo un gran gol, ma la dimostrazione di un ragazzo che ha saputo reagire, prendersi una responsabilità e rispondere sul campo nel momento più difficile.

Dal Parma all’Udinese, dall’errore alla redenzione: Banda inciampa, cade, ma sa rialzarsi. E quando lo fa, spesso, decide le partite. Nelle ultime dodici gare il Lecce ha segnato sette gol e per ben sei c’è il suo zampino. Quando c’è Giuseppe Banda in campo, può succedere di tutto.

Sezione: Primo piano / Data: Mar 10 febbraio 2026 alle 12:57
Autore: Giovanni Scialpi
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