Quando si parla di Bari, il tono di Antonio Matarrese si fa più personale. Una storia fatta di passione, successi e anche di grande sofferenza, raccontata in esclusiva ai microfoni di Antenna Sud.

"Anche noi rimpiangiamo il Bari che avevamo, abbiamo dato tutto", afferma con lucidità. Un dolore che, racconta, è stato anche familiare: "Mio fratello Vincenzo è morto con il dolore per quanto ci è successo". Senza voler puntare il dito contro qualcuno, Matarrese chiarisce però un concetto: "Io non voglio fare il processo a nessuno, ma la realtà è questa".

Secondo l’ex presidente, il punto di svolta è stato il momento in cui al gruppo Matarrese non è stato più permesso di operare con continuità e serietà: "Quando lasciavano operare il gruppo Matarrese con serietà ovunque, siamo cresciuti. Poi si è deciso che questo gruppo non dovesse più crescere ed è stato un fatto negativo". Una convinzione che, col tempo, trova conferma: "La storia ci dà ragione".

Lo sguardo, però, non è solo rivolto al passato. Matarrese lancia un messaggio: "Noi baresi, noi pugliesi possiamo fare grandi cose, possiamo andare lontano e crescere ancora di più". Serve però ritrovare unità: "Ci manca quel pizzico di orgoglio di aiutarci tra di noi".

Un orgoglio che lui ha sempre portato con sé: "Quando giravo il mondo mi vantavo di dire che venivo da Bari", ricorda, ribadendo il valore delle proprie radici. Oggi preferisce farsi da parte, lasciando spazio alle nuove generazioni: "La storia si fa crescendo, combattendo e soffrendo". E riparte dal basso, da quel calcio che resta il più vero: "Il calcio di base è quello che tocchi con le mani. L’importante è che cresciamo insieme e non ci facciamo del male da soli".

Sezione: Altre notizie / Data: Sab 07 febbraio 2026 alle 13:48
Autore: Giovanni Scialpi
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