La vittoria sul campo del Ferrandina nell'ultimo turno di campionato ha portato tanto entusiasmo al Barletta, che ora è al secondo posto a meno quattro dalla capolista Paganese ed ha superato il Fasano. Una rimonta incredibile iniziata con l'arrivo di mister Paci, ma che sta lasciando un po' di amaro in bocca a tifosi e società. Infatti, tramite una nota ufficiale il club biancorosso ha denunciato come molte volte, soprattutto in trasferta, i tifosi barlettani vengono fermati da decisioni definite che infieriscono sulla passione della tifoseria, che con il loro calore ed entusiasmo vogliono essere parte integrante della rimonta dei ragazzi di Paci. Di seguito il comunicato arrivato dopo il divieto nell'ultimo match proprio con il Ferrandina

𝐍𝐨𝐭𝐚 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞  

Negli ultimi giorni ci siamo fermati a riflettere su quanto accaduto, perché non tutto può essere letto solo attraverso il risultato di una partita o il calendario di una stagione.

In poche ore si sono susseguite decisioni, comunicazioni e reazioni che hanno inevitabilmente lasciato strascichi. Non solo all’interno della nostra società, ma anche tra i tifosi e tra chi vive il calcio ogni giorno, con passione e senso di appartenenza. È stato un concentrarsi di eventi che ha generato domande, più che certezze, e un sentimento diffuso di amarezza.

Il divieto di trasferta in vista della gara di Ferrandina è una scelta che rispettiamo sotto il profilo istituzionale, ma che non può non far riflettere. Incide sullo spettacolo, sul cuore pulsante del calcio, sul lavoro delle società e sull’economia dei territori. Ed è una decisione che, al di là del singolo caso, rischia di lasciare un segno e aprire scenari che meritano attenzione da parte di tutto il movimento calcistico.
Resta tuttavia difficile comprendere quale sia stato il “pericolo” percepito alla base di una scelta così restrittiva, soprattutto alla luce del contesto di una piazza storicamente tranquilla e dei rapporti di rispetto e collaborazione che hanno sempre caratterizzato l’incontro tra le due realtà.

In questo quadro riteniamo importante sottolineare la posizione assunta dalla società Ferrandina 17890, che ha espresso in maniera chiara e pubblica le proprie perplessità, sia nei giorni precedenti sia nel giorno della gara. È stato ribadito come la decisione non fosse frutto di una scelta del club ospitante, che anzi ha ricordato il clima di rispetto che ha sempre caratterizzato i rapporti tra le tifoserie, la piena regolarità dell’impianto e l’accoglienza ricevuta nelle precedenti occasioni a Barletta.
A colpirci, in modo particolare, è stato anche il gesto della tifoseria del Ferrandina, che ha voluto manifestare solidarietà attraverso alcuni striscioni sugli spalti. Un segnale semplice, ma autentico, che racconta come il rispetto possa continuare a esistere anche dentro una rivalità sportiva e come il calcio possa ancora essere un linguaggio comune.
Non possiamo però ignorare come le recenti decisioni disciplinari abbiano contribuito ad alimentare un clima di attenzione e dibattito. È un tema delicato, che richiede equilibrio e responsabilità, nella consapevolezza che ogni valutazione spetta agli organi competenti e ai percorsi previsti.

Il Barletta 1922 continuerà a camminare nel rispetto delle regole e delle istituzioni, con senso di responsabilità, ma anche con la volontà ferma di tutelare la propria storia, la propria tifoseria e un’idea di sport che non diventi strumento di penalizzazione collettiva.
Perché il calcio, prima di tutto, è fatto di persone. Di comunità. Di relazioni che vanno protette, sempre.

Sezione: Serie D / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 18:18
Autore: Nicolò Turco
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