Nella serata di ieri, sul canale Facebook ufficiale dell’U.S. Lecce, Filippo Falco e Marco Mancosu sono intervenuti in una videochiamata con i ragazzi del settore giovanile, in particolare quelli dell’Under 15 e dell’Under 16. A dirigere l’incontro, c’era il responsabile del settore giovanile Gennaro Delvecchio. Il capitano giallorosso ed il fantasista di Pulsano hanno raccontato le loro esperienze dai tempi nel settore giovanile per arrivare al calcio professionistico.
Mancosu racconta: “Ho iniziato facendo la trafila nelle giovanili del Cagliari, sono arrivato dagli esordienti alla prima squadra. Il gruppo delle categorie giovanili non l’ho mai più trovato da nessuna parte. Ho vissuto un periodo stupendo in cui non c’erano interessi ma solo il calcio. Godetevi questo momento. Mi sono formato partendo dal basso fino ad arrivare dove sono ora. Eravamo fortunati perché il nostro Presidente voleva solo ragazzi sardi. Questo è servito per favorire l’amalgama del gruppo. Anche qui sto vedendo questo”. Filippo Falco ricorda i suoi allenamenti individuali ai tempi delle giovanili: “Dopo gli allenamenti riuscivo a fermarmi e a fare lavoro individuale. Ora, è più complicato anche perché ci sono dei tempi di recupero da rispettare. Da sempre cerco di ritagliarmi dei momenti per affinare la tecnica. Avevo mister Raimondo Marino e ogni fine allenamento mi fermavo per fare lavoro con i cinesini e calciare a giro di destro e di sinistro. Erano gesti che ritrovavo nelle partite e mi è servito molto”.
Capitan Mancosu ha parlato della sua costanza e della voglia di non mollare mai: “La perseveranza e la costanza di raggiungere l’obiettivo. Da ragazzo ero molto testardo nel lavorare sodo per migliorare alcuni difetti. Non ho mai mollato, pensate che due anni fa giocavo in Serie C, ora sono in Serie A. Non mi sono mai dato per vinto, ero sicuro di poter crescere di anno in anno. La voglia di praticare questo sport ha vinto su tutte le difficoltà. Bisogna avere tanta autostima ma mai presunzione. Umiltà per migliorare giorno dopo giorno. I momenti brutti accadono a tutti, però, bisogna pensare sempre positivo e avere l’umiltà e la determinazione per andare avanti”.
Falco ricorda i suoi momenti negativi e spiega come ha fatto per arrivare in massima serie: “A sedici anni, dopo che il Bari mi svincolò, non mi prendeva nessuno e piangevo tutte le notti. Pensavo di non poter riuscire ad arrivare fino in fondo. La gente diceva che non ci sarei mai riuscito, un po’ per l’altezza, per il fisico. Non ho mai mollato, sapevo che un giorno sarei arrivato ad essere un calciatore. Ora, i momenti negativi li affronto in maniera diversa. In passato, è stato difficile. Non bisogna mai mollare, il giorno dopo bisogna dimenticare tutto e trovare altre strade. Da giovani, ci sono tante opportunità e per questo non bisogna mai rinunciare. C’è stato un momento in cui pensavo fosse veramente finita, poi, però, tornando in campo e toccando il pallone, mi dissi che era la cosa più bella e ricominciai ancora una volta”. Anche Mancosu ripercorre i momenti difficili: “Ci sono tanti periodi no. Momenti in cui pensi che forse è meglio andare a fare un altro mestiere, cambiare strada. Poi però con la perseveranza, basta una scintilla per risollevarti e per darti lo stimolo per andare avanti”.
Il responsabile Gennaro Delvecchio, nel corso della videochiamata, attraverso i racconti di Falco e Mancosu, ha spronato e ha dato la carica ai suoi ragazzi. Il settore giovanile è il futuro di questa società. Gli under di oggi potrebbero, un giorno, vestire la casacca dei grandi per difendere i colori giallorossi per tutta l’Italia e, chissà, anche all’estero.
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