Il pallone che scivola via in uscita, l’ennesimo regalo, e D’Orazio che ringrazia con il piattone. È lo 0-3 del 78’, la sentenza dentro uno Zaccheria pieno d’attesa e svuotato di certezze. Il derby del grano finisce 1-3 per l’Audace Cerignola, e il punteggio - per una volta - racconta fedelmente la storia: un Foggia fragile nell’impostazione, intermittente quando prova a riaccendersi, punito con ferocia da una squadra più lucida e più “adulta” nei momenti chiave.

L’avvio, in realtà, non è nemmeno da incubo. Il Foggia prova a stare dentro la partita con ordine, Garofalo pennella un cross al 2’ e Perucchini tiene su la baracca quando al 16’ D’Orazio apparecchia per Gambale, che da due passi si divora un gol già scritto. È un segnale: il Cerignola non ha bisogno di manovre lunghe per far male, gli bastano due accelerazioni e gli errori altrui.

I rossoneri rispondono con qualche fiammata: Cangiano ci prova da fuori (13’), Petermann cerca Rizzo su punizione (15’), Tommasini al 20’ gira di mancino e sfiora il palo. Ma la partita si gioca soprattutto nella testa e nelle scelte: il Foggia non riesce a trasformare il possesso in controllo, e quando perde palla lo fa male, aprendosi in campo aperto.

Il primo strappo vero arriva al 35’. Parlato crossa, Vitale - ex di giornata - controlla, si gira e batte Perucchini: 0-1. La reazione foggiana c’è ed è anche la più nitida del primo tempo: al 39’ D’Amico manda Garofalo davanti a Iliev, deviazione del portiere sul palo e occasione che resta lì, come un rimpianto appeso al legno. Poi di nuovo frenesia, falli in attacco sugli angoli, e il Cerignola che chiude il tempo senza tremare troppo.

La ripresa sembra promettere un’altra inerzia: cross basso per Cangiano (47’) murato, poi colpo di testa del numero 11 parato da Iliev. Ma è un’illusione breve, perché il Cerignola colpisce dove fa più male: nella semplicità. Al 58’ bastano tre passaggi “puliti”, l’asse Gambale-D’Orazio apre la difesa e Vitale firma lo 0-2. A quel punto Barilari cambia: dentro Oliva e Romeo, fuori Buttaro e D’Amico, ma la sensazione è che il problema non sia di uomini. È di equilibrio.

Il Foggia ha anche la palla per riaprirla: al 63’ recupero alto, Castorri calcia debole tra le mani di Iliev. Subito dopo, tra richieste di mano e FVS che non concede, la gara scivola verso la resa. E al 78’ arriva il fotogramma iniziale: altra sbavatura in costruzione, D’Orazio viene lanciato e piazza lo 0-3 che spegne lo stadio.

L’orgoglio produce almeno il gol della bandiera: al 84’ Castorri insacca su punizione, un 1-3 che non cambia il destino ma evita lo zero assoluto. Nel finale Nocerino ha il colpo del 2-3, scappa sul filo e spara alto (89’): l’ultima scheggia di una partita che, per il Foggia, è stata soprattutto una lezione.

Il Cerignola è arrivato con coltello e forchetta. Il Foggia, invece, continua a pagare il prezzo più caro: quello degli errori “gratuiti”, quelli che non perdonano nemmeno nel derby più atteso.

Sezione: Primo piano / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 22:26
Autore: Francesco Ippolito / Twitter: @fraccio
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