A due giorni dalla trasferta di Padova, mister Longo analizza la situazione in casa Bari. Ecco i concetti espressi. 

REAZIONE. “Spero che la squadra per questa sconfitta abbiamo sofferto e sia stata male. Solo patendo la sofferenza e trovando dolore riesco a trovare una reazione. Quello che mi aspetto a Padova è che sia stata patita a tal punto da trasformare questo sfoggiando un altro tipo di prestazione. Non bisogna vedere tutto nero. C’è chi parla di squadra già retrocessa ma dobbiamo continuare a perseverare. I playout sono a due punti e la salvezza diretta a soli quattro. Dobbiamo restare dentro l’obiettivo e puntare a tutto questo. Devo fare diventare il Bari una squadra, ciò che adesso non è. Fondamentali gli equilibri nello spogliatoio ed in questo momento siamo un gruppo di giocatori che non ha una identità precisa e unita. Non bisogna pensare singolarmente e da squadra disgregata. Dopo il gol subito dal Sudtirol siamo crollati e potevamo ad un certo punto essere anche sullo 0-3. Bisogna far presto, tempo non ce n’è”. 

INDISPONIBILI. “Verreth non ce l’abbiamo, vediamo la prossima settimana. Non forziamo i tempi. Tutti gli altri ci sono. Darboe è fuori da un po’ “. 

RESPONSABILITÀ. “Prendersi la responsabilità a volte è solo la strada più giusta. Ed io non voglio lavarmi le mani. Sto vivendo questa situazione come se stessi vivendo questa situazione dal 1 luglio”. 

PADOVA. “Col Padova stiamo cercando di curare qualsiasi aspetto. Contro questa squadra e con tutte le altre tutti dovranno metterci un pezzettino di loro. Quando si parla di qualcosa in più vuol dire mettere dentro anche le letture singole. Bisogna saper leggere le situazioni . Ci sono dinamiche dove i giocatori dovranno prendersi delle responsabilità. Il compitino non serve”. 

DORVAL CAPITANO. “Inutile elencare ciò che manca oggi in termini di soluzioni. Dorval capitano? Le scelte sono caratteriali. Di vecchiaia. Lui è stato scelto per la militanza. Ma la fascia è un elemento fondamentale per chi deve esprimere leadership. Ognuno deve essere prima capitano di se stesso. I ragazzi sanno che quello che per me conta è il valore e quello che ci si mette dentro”. 

ERRORI NELLE ULTIME PARTITE. “Dopo due minuti si è preso gol nella ripresa da una rimessa laterale. Qua non è una questione di schemi e di idee. Più che sulle due punte o sulle soluzioni offensive dobbiamo entrare con una solidità mentale differente. Ma anche col Mantova il gol preso al 94’ malgrado ben dieci giocatori in area presenti. Non si può. Fosse per me più che parlare lascerei spazio soltanto a quello che c’è da fare. Ma è giusto anche dare conto di quello che si fa”. 

ARTIOLI. “Artioli è entrato molto bene in campo. Va solo capita la sua condizione fisica attuale”. 

SCELTE E ASPETTO MENTALE. “Tutto deve avere una logica. E devi avere le caratteristiche per fare determinate cose. Sicuramente l’aspetto mentale può incidere. A volte la spensieratezza del giovane va bene ed a volte serve l’esperienza del calciatore più importante. Se dovessi analizzare tante situazioni ci sono errori da parte di tutti. Dove sta la giusta verità? Ogni aspetto va contestualizzato”. 

“In questo momento non si possono fare piani e tabelle. Conta sempre e soltanto la prossima partita. Casa o fuori casa conta poco”. 

ATTACCO. “Gytkjaer e Moncini possono trovare il modo per coesistere assieme. I giocatori devono trovare le posizioni in cui riescono ad esprimersi al meglio. Rao sta bene nella sua posizione. Ma vanno trovati equilibri e questo non è mai semplice. Se Rao è funzionale, ecco le due punte, per esempio. C’è sempre una situazione nuova da valutare”.

Sezione: Primo piano / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 14:36
Autore: Domenico Brandonisio
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