Un tempo calciatore, ora si divide tra Spalato e Cuba, quest'ultima come residenza estiva per le vacanze. Ed è nel settore della ristorazione che i suoi affari, ora, procedono al meglio. Ivan Rajcic, però, è stato anche un apprezzato centrocampista di Casertana e Bari, prossime avversarie di campionato in Serie C. Tuttocalciopuglia.com lo ha intervistato. 

Buon pomeriggio signor Rajcic. Domenica al 'Pinto' si sfidano Casertana e Bari: una sfida calda per chiudere il girone d'andata. 

"E' una gara ostica. Il 'Pinto' è sempre stata un'ottima roccaforte per la Casertana. Squadre come il Lecce, poi vincitrici del campionato, sono cadute. L'ambiente è particolare, molto sentito dai tifosi. Il Bari resta senza dubbio una corazzata per il girone C, malgrado il secondo posto. Stravincere non è facile, anche se ha ottimi giocatori. La promozione dovrà sudarsela ed il campionato ovviamente resta lungo. In più, il tifo pazzesco del 'San Nicola' può costituire una vera e propria marcia in più". 

Cos'ha la Reggina in più rispetto al Bari? 

"La Reggina è abituata a stare in Serie C da parecchi anni, la mentalità forse è più consolidata. Inoltre vedo un'idea ben precisa di calcio, oltre che giocatori decisamente esperti per la categoria. E che si sono calati nella mentalità del campionato nel modo migliore. I galletti, hanno preso calciatori di categoria superiore, ma a volte adattarsi ad un determinato contesto non è così scontato". 

Che ne pensa di Vivarini? 

"A me piace il calcio che esprime. E' un allenatore che ha già vinto in carriera, conosce bene queste realtà. Non è facile costruire mentalità in poco tempo. Il Bari, lo ribadisco, si giocherà tutte le carte per la promozione fino alla fine". 

Maran, suo ex allenatore, sta facendo volare il Cagliari in Serie A. 

"Non mi stupisce. Già da allora dava la sensazione di avere idee chiare. Affrontammo con onore una B che prevedeva la partecipazione di squadre come Napoli, Juventus e Genoa. Sa fare calcio, in più è una persona per bene. Sono felice per lui". 

Bari e Casertana, annate intense. 

"A Bari ho visto da vicino il calcio vero, per la prima volta in carriera. Ma anche a Caserta, gli ultimi anni, sono stati intensi. La gente in entrambi i casi mi ha voluto bene. Certo gli infortuni mi hanno condizionato". 

Oggi come ai suoi tempi, nel Bari milita Raffaele Bianco. 

"Con Raffaele abbiamo mantenuto i rapporti anche dopo il mio addio. E' un professionista, ma soprattutto è una persona semplice e con personalità. Tutti questi aspetti costituiscono punti di forza. Certo allora è un ragazzino, nel frattempo ha accumulato esperienza ed è migliorato molto. Gli auguro il meglio, di vincere ancora a Bari". 

Servirebbero più baresi per un Bari vincente? Bellomo, giusto per citarne uno, sta contribuendo a fare le fortune della Reggina. 

"Lui è un giocatore sicuramente importante per la categoria, non è solo barese. Tuttavia, in generale, non è una questione di origini. Certo il senso di appartenenza aiuta, è uno stimolo in più per far bene. Meglio se dei ragazzi provengono dal settore giovanile. Ma serve anche gente di gamba e di qualità, per vincere. Poi è sempre la società a decidere cosa fare". 

Pronostico per domenica? 

"Sarà una partita combattuta, equilibrata. Vinca il migliore. Ma credo che il Bari possa emergere, soprattutto a fine stagione". 

Sezione: BARI / Data: Gio 12 dicembre 2019 alle 18:30
Autore: Domenico Brandonisio
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