Un comunicato dai toni schietti quello redatto dall'Avetrana che si oppone alla ripresa del campionato prevista per domenica prossima:
Il 30 gennaio, in base a quanto stabilito dal Comitato Regionale LND, riprenderà l’attività agonistica dei campionati dilettantistici pugliesi. Ma in quale contesto e con quali modalità è stata progettata questa ripresa? Giovedì 20 gennaio è stato pubblicato sul sito della Lega Nazionale Dilettanti Puglia, un Comunicato Ufficiale con una circolare del Ministero della Salute che elenca una serie di disposizioni per la ripartenza e che delega in sostanza, l’onere ed il peso economico della pandemia sulle Associazioni Dilettantistiche iscritte ai campionati. La documentazione allegata, in ultima analisi, prevede una serie di adempimenti burocratici, invio pec, elenchi, certificati medici, senza in alcun modo coordinare una prevenzione della diffusione del contagio da Covid 19. Probabilmente, secondo quanto stabilito dalla Lega, si dovrà far fronte alla problematica della prevenzione utilizzando i protocolli pubblicati ad inizio campionato quando la situazione dei contagi era radicalmente differente da quella di oggi. Attualmente infatti si assiste ad una diffusione dei contagi che non c’era a settembre; inoltre la Regione Puglia da lunedì sarà nuovamente in Zona Gialla. In base a quanto comunicato dagli esperti, questa ondata in Puglia non ha ancora toccato il picco.
A nostro parere l’avvio così frettoloso e così scarsamente meditato delle attività agonistiche non farà altro che aumentare il rischio di contagi, mettendo a repentaglio la salute dei nostri dirigenti, dello staff tecnico e dei calciatori, ma anche delle loro famiglie. Ricordiamo alla Lega Nazionale Dilettanti ed a quegli “scienziati” che hanno spinto per il riavvio, che i campionati dilettantistici non danno l’accesso alla Champions League. Lo sport dilettantistico ha il suo valore in quanto patrimonio sociale delle comunità. Non riusciamo a spiegarci come questa “dannata e spasmodica fretta” possa giovare a tutto il movimento sportivo dilettantistico. Riteniamo utile ricordare invece come il movimento sportivo dilettantistico sia composto da volontari, da appassionati, che hanno le loro famiglie, che lavorano, che vanno a scuola o all’università, in maniera gratuita oppure con piccoli rimborsi spese, i quali sono tutti preoccupati per la situazione che si sta vivendo ed hanno espresso seri dubbi sulle prospettive di riavviare le attività. Stanno infatti portando avanti allenamenti individuali perché secondo loro, e secondo noi, è ancora fortemente rischioso riprendere con le attività di gruppo. E proprio in virtù di questo, chiedere loro di esporsi così imprudentemente al contagio metterebbe a rischio la loro salute, quella dei loro cari, dei colleghi, dei compagni di classe, venendo meno ai principi ispiratori dello sport dilettantistico. Qualora non si fosse capito, riavviare le attività significa che gruppi numerosi di persone tra prima squadra e squadra juniores dovranno convivere a stretto contatto. Per farla breve, le società sportive dilettantistiche non possono permettersi i “ritiri” dei propri tesserati come se fossero la Serie A. Chiunque possa aver immaginato che basta pubblicare sul sito ufficiale quattro documenti per risolvere tutti i problemi di prevenzione, probabilmente vive all’interno di un film di fantascienza in cui basta una circolare per tener lontani i rischi di un violento contagio.
Da parte nostra abbiamo sempre contribuito, attraverso email e telefonate, a promuovere un dibattito su come possa riavviarsi l’attività senza pregiudicare la salute dei nostri tesserati, ma evidentemente questo non è bastato. Noi chiediamo formalmente alla Lega Nazionale Dilettanti di rivedere le date di avvio della ripresa delle attività agonistiche, di sentire realmente le associazioni sportive iscritte ai campionati, di ascoltare le loro istanze e di pianificare con criteri condivisi l’attività per il prosieguo della Stagione Sportiva 2021/2022, tenendo conto delle esigenze di tutti e soprattutto della situazione pandemica, per la salvaguardia della salute dei tesserati e delle loro famiglie.
Non baratteremo il nostro diritto alla salvaguardia della salute per una decisione capotica e non condivisa.
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