“Possibili scenari si contendono le nostre vite, mentre noi le stiamo lì a guardare”: comincia così l’ultima opera d’arte di Cesare Cremonini, mai più attuale che in questo periodo. Nel momento più delicato del dopoguerra per il nostro Paese, anche il calcio vive una fase di standby mai provata prima e con possibili scenari ogni giorno diversi. Mentre le venti società del campionato di Serie A continuano a cercare un punto d’incontro per come proseguire il torneo di massima serie, l’impressione è che quello che verrà sarà un calcio totalmente diverso da quello attuale. Per Carlo Ancelotti, uno dei tecnici italiani più vincenti della storia, ci sarà un “ridimensionamento generale: tecnici e calciatori guadagneranno la metà, calerà il prezzo dei biglietti, le tv pagheranno meno. E forse sarà tutto migliore”, le parole in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

Prosegue pure la battaglia sul fronte stipendi. In Inghilterra, precisamente a Leeds, i calciatori si sono autosospesi gli ingaggi dell’ultimo mese. Avrebbe dovuto far scuola e invece in Italia un accordo sui tagli non si trova. Le parti si riaggiorneranno lunedì: i club spingono per congelare i pagamenti, i calciatori vorrebbero una riduzione del 20%-30%.

E poi cambierà anche il modo di fare mercato, perché l’ipotesi ventilata nelle ultime ore è quella di allungare fino a novembre la prossima sessione di trattative. E di conseguenza si lavora anche per trovare una proroga congeniale in tutta Europa per il allungare le scadenze contrattuali dal 30 giugno al 30 luglio almeno. Il tutto mentre il presidente della FIGC Gravina spinge per chiudere i campionati entro e non oltre metà luglio per non inguaiare il programma relativo alla prossima stagione e quello riguardante le amichevoli delle nazionali. Possibili scenari si contendono anche il calcio.

Sezione: SERIE A / Data: Sab 28 marzo 2020 alle 10:38
Autore: Dennis Magrì / Twitter: @magriden
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