Una squadra priva di idee e identità, che torna da Chiavari con un punticino che, per il modo in cui arrivato, somiglia tantissimo a un mezzo miracolo. Il Bari ammirato nel turno infrasettimanale contro la Virtus Entella è stato di fatto identico a quello visto pochi giorni prima al San Nicola con la Sampdoria: pauroso, a tratti incapace di collezionare più di due passaggi consecutivi, insomma del tutto irriconoscibile. Quantomeno rispetto alla versione esibita nelle prime due uscite di campionato, quelle contro Venezia e Monza.
Qualcosa nell’animo del gruppo allenato da Caserta sembra essersi già rotto. L’involuzione, cominciata con la trasferta di Modena e proseguita con quella di Palermo, è adesso sotto gli occhi di tutti, a tal punto da rendere la panchina del tecnico calabrese già parecchio traballante.
A suo favore non gioca di certo la decisione di aver cambiato immediatamente modulo di gioco, dopo le primissime difficoltà, andando così a smentire tutto il lavoro compiuto nel corso dell’estate: dal 4-3-3 al 3-5-2, soluzione tattica più conservativa che in teoria avrebbe dovuto garantire maggiore solidità alla squadra.
In teoria, per l’appunto, perché in pratica i pugliesi martedì sera hanno concesso due reti e tante occasioni agli avversari che, senza il solito super Cerofolini e un pizzico di sfortuna legata ai due gol annullati, avrebbero potuto anche dilagare.
La classifica parla chiaro e dice che Nikolaou e compagni hanno racimolato appena tre punticini in sei giornate di campionato e non sono ancora riusciti a trovare la prima vittoria della nuova stagione: una partenza horror, la peggiore degli ultimi 52 anni in Serie B a queste latitudini.
La sensazione è che quella contro il Padova possa già essere l’ultima spiaggia per questo progetto tecnico, ma non è solo una questione di successo o ulteriore passo falso: serve una scossa sul piano dell’atteggiamento e della prestazione; senza di essa, cambiare sarà a quel punto inevitabile. Prima il risultato, certo. Ma eventualmente anche la prestazione: vincere potrebbe non bastare e sabato pomeriggio può succedere di tutto. Le alternative? Svariate, tra ipotesi concrete e suggestioni: Longo, Semplici, Gotti ed altri nomi spendili non mancano.
Autore: Anthony Carrano
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