Trentaquattro anni e non sentirli. Pasquale Iadaresta, ex attaccante di Bari e Foggia, oggi compie gli anni. E porta avanti una carriera da calciatore non banale: tra le sue ultime esperienze ci sono Bari e Foggia, adesso cercherà in tutti i modi di riportare la Lucchese tra i professionisti. La redazione di tuttocalciopuglia.com ha avuto modo di parlare con lui. 

Buon pomeriggio signor Iadaresta. Oggi giorno di compleanno, anche se è una ricorrenza celebrata in maniera diversa dal solito...

"Il compleanno di solito è un evento di gioia, lo sto 'festeggiando' in un momento storico particolare, c'è un'emergenza che ci sta mettendo a dura prova. Il mio pensiero è rivolto ai nostri eroi, medici e dottori. Siamo lontani dalle nostre città d'origine, ma tante sono le persone ora in difficoltà perché non lavorano. Speriamo di superare in fretta questo periodo. Invito i tifosi a restare a casa e non solo. La situazione è delicata, ciò può servire per accelerare la ripresa ed evitare contagi". 

La sua esperienza calcistica in Puglia si è divisa tra Bari e Foggia, sempre in D. Ma con risultati positivi. A dicembre il congedo dalla maglia rossonera. 

"A Bari ho fatto parte di un gruppo fantastico, per la D era stato costruito un vero e proprio dream team. Li ho lasciato molti amici, anche per quest'anno è stata allestita una squadra forte e si sta facendo un ottimo campionato. Purtroppo, sul suo cammino, è capitata la Reggina. Ma ai playoff si può riscattare e salire ugualmente. La chiamata del Foggia l'avevo accolta molto bene perché si tratta di una tifoseria passionale e di una piazza blasonata. Tra l'altro anche l'inizio era stato molto positivo. In Puglia mi sono sentito calciatore, i risultati stavano arrivando e la squadra era prima in classifica. Il mio addio è stato dovuto ad una divergenza di vedute per quanto riguarda l'aspetto tecnico. Così è maturato il mio addio. Ho comunque realizzato 5 gol e 2 assist. La tifoseria mi ha sempre trattato bene. Ma è andata così, pazienza". 

Capitolo Pochesci: la sua esperienza a Bisceglie non è andata bene. Cosa è venuto meno secondo lei? 

"Pochesci è un allenatore che un attaccante vorrebbe sempre, per seguirlo e per far fruttare i suoi risultati serve attuare una filosofia ben precisa. Lui era subentrato in corsa, non ha avuto secondo me tempo a sufficienza. Non parlerei di sfortuna, ma di una situazione complicata da gestire. Avesse avuto più tempo a disposizione sarebbe stato più facile". 

Come vanno ora le cose con la Lucchese? 

"Lucca è una città a misura d'uomo, mi trovo bene. Si respira aria di calcio che conta, qui si respira il blasone del passato. C'è la proiezione verso un futuro roseo. Calpestare l'erba del Porta Elisa non è banale, qui sono passate squadre di blasone". 

Quando pensa o spera che si possa tornare alla normalità? 

"Parlare di calcio per ora sarebbe egoistico. Io mi auguro che questo momento passi in fretta, la battaglia col virus è da vincere. Posso però dire che la vita di sempre mi manca tanto. E' capitato poche altre volte nella storia del mondo che tutti, o quasi, si fermassero. La nostra quotidianità di tutto ciò ne risente". 

L'augurio più importante ricevuto sin qui? 

"Non ci sono auguri particolari, tutti sono o sono stati significativi. Le dimostrazioni d'affetto, riceverle ovunque si sia stati, resta importante". 

Sezione: SERIE D / Data: Mar 17 marzo 2020 alle 18:15
Autore: Domenico Brandonisio
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