Momento ricco di fiducia in casa FBC Gravina. Alla vigilia di uno snodo importante della stagione, a parlare sono il centrocampista Peppe Chiaradia e il nuovo attaccante Chisomnazu Chika Chidi, arrivato da poco in gialloblù.

Chiaradia: «Scontro diretto fondamentale, dobbiamo far valere il fattore campo»

Dopo un mese di stop, Chiaradia è tornato ad allenarsi con continuità: «Non è mai facile restare fuori, soprattutto per un periodo così lungo. Questa è la quinta settimana da quando ho ripreso col gruppo: sto meglio, ma la condizione va ritrovata perché manca il minutaggio.

Stare lontano dal campo in un momento delicato pesa, però con il cuore sono sempre stato vicino ai miei compagni, con la voglia di vincere che questo periodo ci impone».

Il centrocampista guarda anche al rendimento recente: «Arriviamo da due pareggi e due vittorie, credo che stiamo vivendo un buon momento. La prossima è una partita fondamentale, uno scontro diretto. Non che le precedenti siano state meno importanti, ma questa può indirizzare le ultime dieci gare. Se facciamo il nostro dovere, possiamo mettere una bella impronta sul finale di stagione».

Sugli avversari: «Affronteremo una squadra di categoria, abituata a questo campionato. Storicamente contro il Francavilla sono sempre state partite maschie, sia in casa che fuori. All’andata è stata una gara intensa, decisa da un episodio. Ci aspettiamo una sfida difficile, ma giochiamo in casa e dobbiamo far valere il fattore campo».

Chidi: «Felice di essere qui. In Italia più tecnica, voglio migliorare»

Entusiasmo e voglia di mettersi in gioco per Chidi, che ha raccontato le sue prime sensazioni: «In questi primi giorni a Gravina ho trovato un ottimo ambiente e compagni fantastici. L’esperienza finora è molto positiva».

Per l’attaccante si tratta della prima esperienza nel calcio italiano: «È una nuova sfida per me e sono felice di questa opportunità. Sto apprezzando molto il modo di lavorare e l’organizzazione».

Chidi ha anche sottolineato le differenze rispetto al calcio svedese: «La differenza principale è che in Italia il gioco è più tecnico. In Svezia, e più in generale nel calcio anglosassone, ho visto più agonismo e fisicità. Qui c’è maggiore attenzione alla qualità e ai dettagli. Per me è un’occasione importante per migliorare il rendimento e crescere ulteriormente nelle mie qualità».

Sezione: Serie D / Data: Sab 14 febbraio 2026 alle 16:16
Autore: Anthony Carrano
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