BITONTO – BISCEGLIE 0-1
BITONTO – Cozzella; Catalano, Delgado (24’ st Dinielli), D’Alba, Marchitelli; Cafarella (38’ st Filoni), Cutrone (12’ st Chacon), Milella (46’ st Gagliardi); Napoli, Pelosi (25’ st Demichele), Palazzo. A disp. Grande, Sasanelli, Cariello, Mazzilli. All. Zinfollino.
BISCEGLIE – Baietti; Ciurlo, Di Fulvio (1’ st Taccogna), Gonzalez, Visani; Cifarelli (7’ st Ricchiuti), Martino, Traprè (20’ st Castro); Lavopa; Senè (48’ st Martinez), Lopez. A disp. Centonze, Mbodji, Scattarelli, Citro, De Luca. All. Di Meo.
ARBITRO – Saponaro di Foggia
MARCATORE – st 36’ Castro, rigore.
NOTE – 29’ st espulso Lavopa per gioco scorretto.
BARI SAN PAOLO – Il rigore della discordia. Quasi 5’ a discutere, a protestare, a reclamare, a invitare l’arbitro a tornare sula sua decisione. Nulla da fare. Marco Dario Saponaro è, ovviamente, irremovibile. Al 32’ della ripresa, sul filtrante di Senè, Cozzella, portiere del Bitonto, esce basso fino al limite dell’area. C’è un contatto con Lopez, destinatario del passaggio del calciatore francese, uno degli ex. Per l’arbitro sembra vada tutto bene. Poi basta uno sguardo al suo primo collaboratore, e la decisione è presa: è calcio di rigore. Prima del diluvio regalato dalle nuvole in cielo, c’è il profluvio di rivendicazioni bitontine. Dal dischetto s’incarica della trasformazione Adriàn Castro Cid. Lo spagnolo manda Cozzella a sinistra e pallone a destra.
È il gol che decide una partita che diventa cattiva nell’ultimo segmento: dapprima – è il 29’ – Saponaro coglie in fallo Lavopa e manda anzitempo nello spogliatoio il fantasista del Bisceglie. Un ulteriore problema per un Bisceglie che prova a costruire trame di gioco per costringere alla resa una fase difensiva oltremodo organizzata come quella allestita da Gino Zinfollino. A dire il vero appare quasi sempre perfetta anche l’apparato difensivo della formazione ospite. Di Meo ha disegnato un 4-4-2 ermetico, con Baietti e Martino, portiere e metronomo che hanno davanti e alle spalle una linea che oggi prevedeva lo juniores Ciurlo, quindi i tre seniore (anzi, i tre baritoni) Visani, Gonzalez e Di Fulvio. Non per nulla il Bisceglie ha finora incassato solo 7 reti (seconda miglior performance dell’Eccellenza: sta facendo meglio solo il Brindisi con 6) e nelle ultime 4 uscite ha subito solo un gol, quello di Capobianco a Mola, peraltro caratterizzato da una clamorosa papera di Centonze.
Schemi tattici iniziali più o meno speculari, con la difesa a 4 utilizzata da entrambi i tecnici, il metronomo (Martino per gli ospiti, Cutrone per i padroni di casa: si fa sempre dire, visto che si gioca al Sante Diomede del San Paolo) e la coppia di attaccanti (Lopez e l’ex Senè da un versante, Palazzo e Pelosi dall’altra). Bitonto utilizza l’ala pura (Napoli a destra), Bisceglie due interni che cercano la profondità con Cifarelli e Traorè e il contenimento con il lavoro di Cafarella e Milella. La panchina di Di Meo è sontuosa: non ci sono per infortunio Amoroso e Graziano, ma Citro, non in perfette condizioni, Martinez, Castro e Taccogna sono titolari nel roster extra large a disposizione del tecnico tranese. E in effetti alla fine la differenza la fanno proprio le alternative perché dall’altra parte Chacon è eccessivamente compassato, Demichele non ha il peso di Pelosi (chiuso nella morsa degli stopper nerazzurrostellati) e l’uscita di Federico Delgado, nonostante la disponibilità di Dinielli e l’ottima prestazione di D’Alba, ha messo spesso in difficoltà la retroguardia neroverde nella ripresa.
Bitonto prova a contenere l’avversario, invero riuscendoci in buona parte. Il sacrificio di Palazzo è encomiabile. E proprio il bitontino (tre volte a Bisceglie, la prima nel 2011) è protagonista di un salvataggio in extremis sul colpo di testa di Sené, l’anno scorso protagonista con la maglia neroverde: il cross di Lavopa dalla bandierina, il colpo di testa, la traiettoria arcuata sull’uscita malaccorta di Centonze e la respinta provvidenziale di Palazzo. Prima, per due volte, Cifarelli aveva gettato lo scompiglio nell’area bitontina: al 18’ (bravo Centonze a terra) e al 27’ (su cross da punizione di Lavopa).
Ripresa. Subito dentro Dinielli per Delgado, come detto, con il nuovo entrato a sinistra, Catalano in coppia con D’Alba e Napoli un po’ più basso. All’8’ Lopez per Senè che in acrobazia (una sorta di colpo dello scorpione) manda fuori. Anche Traorè manca il bersaglio (16’) su una delle più belle combinazioni del match sull’asse Lavopa-Senè: il piatto sinistro del mediano di colore è di poco impreciso.
Primo vero pericolo dalle parti di Baietti: Napoli sfonda a destra, Visani anticipa di un soffio Pelosi sul cross basso.
Poco prima della mezzora il match esplode: Lavopa si fa cogliere in flagranza di reato e Saponaro lo manda anzitempo a fare la doccia. Bisceglie in inferiorità numerica. Vincere, tuttavia, anche alla luce dei successi della concorrenza, resta l’imperativo categorico per la truppa di Di Meo. E al 32’ Saponaro indica il dischetto (probabilmente, come detto, su segnalazione dell’assistente tra le panchine). Castro è freddo come uno Yeti.
Dopo la lunga pausa, si riparte. Al 47’ il diagonale di Sené porta vicino al raddoppio gli ospiti. Poi il Bitonto trova la forza per il forcing alla ricerca del pari: i baresi si sentono defraudati e ci prvano prima con una punizione di Chacon: il calcio dell’argentino è preciso, ma la distanza è eccessiva e Baietti è ben piazzato. Poi è Gagliardi: il destro da buona posizione è troppo alto. Tutto nel giro di pochi secondi. All’ultimo soffio del match la palla buona capita a D’Alba: la conclusione del difensore è di poco alta.
Le proteste bitontine proseguiranno negli spogliatoi. Pesantissime soprattutto le parole di Giovanni Brindicci, l’avvocato vice di Antonello Orlino, n°1 del Bitonto.
Il buon senso ha comunque ragione. Si pensa già alla prossima gara: Bisceglie ospita il Campi al Ventura, Bitonto al Totò Cezzi di un Novoli marziano in casa dell’Unione Calcio.
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