Crederci sempre, mollare mai. Anche quando la partita pare essere dannatamente in salita, anche in presenza di una classifica che si fa fatica a non definire precaria. Il diktat che sta contraddistinguendo la seconda era di Gianfranco Mancini sulla panchina del Bisceglie trova un perfetto riassunto di sé in questa affascinante considerazione, che trae spunto da una realtà che vede il numero quattro ergersi a padrone incontrastato della scena: quattro come i pareggi collezionati in otto apparizioni complessive sotto la guida dell'esperto allenatore nativo di Polignano a Mare, quattro -soprattutto- come le volte nelle quali i nerazzurri si sono trovati sotto nel punteggio e sono riusciti nell'impresa di rimontare il passivo negativo. 

Dal 2-2 di Castellamare di Stabia contro la Cavese al 2-2 immediatamente successivo di Rieti, passando per l'1-1 contro la Vibonese nell'ultima del 2019 e per l'1-1 di domenica scorsa contro l'Avellino. Quattro appuntamenti dal peso specifico differente, simili andamenti di gara: due volte costretti a inseguire nei primi due casi, una sola volta negli ultimi due. Il risultato? Sempre lo stesso. Due rigori di Letizia, un acuto di Gatto, tre centri da bomber vero di Montero. Il Bisceglie risponde presente e nelle difficoltà pare ritrovare forza e consapevolezza. La costanza di una tale tendenza non può essere figlia di una casualità, specialmente se si considera quanto -al contrario- avveniva nella parte di stagione precedente all'arrivo di Mancini sulla panchina della prima squadra (solo due le rimonte foriere di punti, contro Catania e Paganese). Un segnale positivo in vista del futuro, per un gruppo giovane che non può permettersi di perdere fiducia. 

Sezione: BISCEGLIE / Data: Gio 06 febbraio 2020 alle 14:30
Autore: Antonio Bellacicco
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