Uno sport per pochi, per privilegiati e a volte anche per coloro che hanno un pizzico di fortuna. Un’affermazione all’interno della quale ci si imbatte spesso parlando di sport, nel nostro caso nell’ampio quanto ristretto palcoscenico calcistico. Ebbene sì, perchè la differenza che vi è tra dilettantismo e professionismo, soprattutto in Italia, è abissale, con il passaggio da semplice calciatore di provincia ad atleta a tutti gli effetti che non sempre si rivela semplice. Anzi sarebbe meglio affermare che il confronto tra favole e fallimenti spesso non è proporzionale ed esalta quest’ultimi. Ma negli ultimi anni il nostro Paese ci ha permesso di apprezzare il fascino originale di questo sport, basti pensare a Cistana nella scorsa stagione con il Brescia e Messias quest’anno con il Crotone, entrambi esordienti in Serie A dopo una gavetta non priva di ostacoli nel calcio minore.

Tante altre le storie da raccontare, ma sarebbe giusto dare momentaneamente le spalle al passato per concentrarci sul presente, partendo da un territorio che è da sempre terreno fertile per giovani talenti, ovvero la Campania, regione simbolo del Tricolore italiano per la Pizza e non solo. Ci troviamo precisamente a Villaricca, centro che conta poco più di 31mila anime e che si adagia a 9 chilometri a nord dal capoluogo della regione, ovvero Napoli. Questo il luogo di nascita di Mohamed Mansour, attaccante marocchino seppur la terra natia non sia la stessa del paese d’origine della famiglia. Ed è proprio qui che muove i primi passi rendendosi subito protagonista tra le fila della Vico Equense, squadra campana che nella stagione 2012/13 conquista la Serie D. Insomma, la prima di una serie discreta di successi per il calciatore, che ripeterà lo stesso percorso negli anni a seguire, non più però come seconda linea, bensì come pilastro portante diverse casacche che indosserà nelle esperienze che seguono a quella biancazzurra.

All’età di 19 anni è già sulla bocca di tutti non a caso a chiamarlo è proprio la Turris che l’anno dopo lo lancia in D, e Mansour risponde con 1 gol in 16 spezzoni di gara. Resta l'amaro in bocca per una finale play-off persa che gli nega la C, ma l’ala marocchina riparte a sprombattuto con la maglia del Francavilla In Sinni. In questo caso sono 21 le presenze, ma il numero di gol non varia. Dopo una parentesi con il Faiano in Eccellenza, il calciatore si accasa nel 2017 al Gragnano, ed è qui che con 6 reti in 28 presenze nel girone H di Serie D si consacra.

Ma il calcio spesso ha anche dei lati oscuri, su di tutti quello economico, ed è strettamente correlato alla cifra percepita il ritorno in Eccellenza dell’ala marocchina. Arrivati a questo punto c’è chi ha deciso di darci una mano concreta con il racconto di questa stupenda favola, ovvero Emanuele Marzocchi ex calciatore oggi in veste di agente - o procuratore fate un pò voi -  che vanta tra le fila dei propri assistiti proprio il talento ad oggi in forza al Bisceglie. Ed è a questo punto che comincia la nostra chiacchierata con Emanuele, il quale esordisce ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com raccontando l’importanza della tappa calcistica intrapresa da Mansour nel 2018 e che prende il nome di Afragolese: “Decise di scendere di categoria per questioni economiche seppur avesse dimostrato di essere un calciatore adatto alla Serie D. La scelta ricaduta su Afragola non poteva essere più azzeccata, non solo visse da protagonista  una delle stagioni più importanti che vide i rossoblù perdere la finalissima play-off contro il Bitonto ai rigori, ma conobbe anche il diesse Livio Scuotto figura importantissima persona che assieme a me ha segnato senza dubbio il suo futuro”.

Anche in questo caso l’umore non è dei migliori data un’altra finale persa, ma una nuova stagione sportiva ai box lo obbliga a riattivare  il motore e a partire ancora una volta dalle fondamenta importanti delle stagioni precedenti. Sposa il progetto Anconitana appena promosso in Eccellenza marchigiana, ma le 5 reti in 22 gare disputate non valgono più di un secondo posto.

Proprio in questo momento dopo l’ennesima delusione di fine stagione, si presenta l’opportunità di tornare in Serie D, una categoria tante volte sfiorata da protagonista con ottime stagioni nella quinta divisione del calcio italiano, ma trovata solamente con i trasferimenti in estate. “Dopo l’esperienza con l’Anconitana - prosegue Marzochi - mi chiamò Livio Scuotto. Lui lo stimava dai tempi dell’Afragolese ed era appena entrato nel progetto Bisceglie che dopo la sconfitta nei play-out in Serie C doveva ripartire dalla D”. Avviene dunque il trasferimento ai nerazzurro stellati e il ritorno nel girone H a tre anni di distanza dall’ultima apparizione per Mansour. Ma a pochi giorni dall’inizio del campionato arriva l’annuncio del ripescaggio in Serie C, ed è in questo momento che parte dell’organico costruito per i dilettanti viene meno. “Lui - racconta l’agente Marzocchi - arrivava da due anni di Eccellenza, per questo motivo si pensava potesse andar via. Dopo aver parlato con la società ricevetti un parere positivo da parte del presidente Recanati e tutta la dirigenza che mi dichiarò di esser rimasta impressionata dai suoi allenamenti e le prime amichevoli nel corso del ritiro pre-stagione. Decisero dunque di dargli la possibilità di entrare a far parte di un organico importante che ad oggi lotta per la salvezza nel girone C di Serie C, categoria tanto ambita dal giocatore che fino ad allora aveva giocato nei dilettanti”.

Il tecnico Bucaro lo vede di buon occhio ed è qui che ha inizio una favola tutta da raccontare con una stagione non ancora volta al termine, ma che al contempo ci viene descritta da Emanuele Marzocchi che ha seguito le prestazioni del proprio assistito: “Il ragazzo è partito molto bene segnando tre gol nelle prime 14 apparizioni giocando da esterno d’attacco nel pacchetto offensivo a 3 scelto dal mister Bucaro. Con l’arrivo di Papagni ed un nuovo assetto tattico, il 3-5-2, ha fatto fatica a ritagliarsi uno spazio in un primo momento ma il mister dopo tre panchine lo ha lanciato come mezzala nei tre al centro del campo”. Una posizione atipica, a sottolinearlo sono le doti offensive e il ruolo nel campo ricoperto dal giocatore ormai da anni. Ma l’intuizione del tecnico non si rivela poi così errata: “Purtroppo - specifica l’agente del marocchino - non vanta una struttura fisica imponente, forse questo è il suo unico difetto, ma con la voglia di fare che ha e il suo essere aggressivo ha sorpreso anche in quel ruolo. Ovviamente è venuta meno la fase realizzativa, ma c’era da aspettarselo dato che la disposizione impartitagli gli offriva meno possibilità di andare a rete”.

Il Bisceglie ad ogni modo non naviga in acque tranquille, e per tale motivo la società solo pochi giorni fa ha deciso di richiamare in panchina Giovanni Bucaro, tecnico rilevato precedentemente da Papagni. Una mossa per scuotere lo spogliatoio e messa in atto nella speranza di tenere viva la possibilità di rimanere in Serie C, con la salvezza che seppur lontana ha visto la squadra rispondere fin da subito presente sul rettangolo verde. Non poteva infatti cominciare nel migliore dei modi la seconda avventura stagionale di Bucaro sulla panchina dei nerazzurri, con una vittoria nella giornata di domenica decisa proprio da un eurogol di Mansour che tornato nel ruolo naturale di ala d’attacco ha deciso il derby contro la Virtus Francavilla: “A mio avviso - commenta così Marzocchi - è stato uno dei migliori gol del weekend di tutto il campionato”.

Ora però c’è una stagione da portare a termine, ma con un pizzico di fantasia gli amanti del calcio già immaginano un futuro in categorie superiori per Mohaed Mansour. Insomma non potevamo fare altro che porgli quest'ultima domanda a Emanuele Marzocchi, proprio lui che assieme a Livio Scuotto ci ha puntato fin dai tempi dell’Eccellenza portandolo a Bisceglie, squadra nella quale il marocchino con la sua voglia di fare si è confermato pedina di vitale importanza giornata dopo giornata.

Ed è al netto del suo immediato passaggio dai dilettanti al professionismo che la nostra domanda non può esser considerata la classica “giornalata” per far scalpore, bensì una semplice curiosità da amanti del calcio che negli ultimi anni sono stati educati ad assaporare favole sensazionali in questo palcoscenico: “A gennaio abbiamo - conclude Marzocchi sorridendo in un primo momento - deciso di rinnovare fino al 2022. Questa è la dimostrazione di quanto la società lo apprezzi, quindi è giusto concentrarsi su Bisceglie dati i tre anni di contratto che rimangono. In tanti sperano nella salvezza, e anche io mi auguro che il club possa rimanere nel calcio professionistico. Se il tutto dovesse rimanere invariato sono certo che il club difficilmente andrebbe a privarsi di Mansour, poi ci sarà tempo per pensare al suo futuro, ora è più che giusto concentrarsi sul rush finale”.

Si ringrazia per la disponibilità e cordialità l’agente Fifa Emanuele Marzocchi.

Sezione: BISCEGLIE / Data: Mar 13 aprile 2021 alle 11:40
Autore: Simone Cataldo / Twitter: @SimoneCataldo12
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