Durante la trasmissione “GOL – Eccellenza Pugliese”, in onda ogni lunedì alle 17.30 su Blunote, il presidente del Canosa Alessandro Di Nunno ha parlato tra progetti e ambizioni.
«Un progetto serio e a lungo termine per far crescere Canosa»
«Dopo la stagione scorsa, in cui siamo stati ad un passo dalla promozione, abbiamo deciso di dare un’accelerata al nostro progetto calcistico e societario. La fusione tra le due squadre di Canosa – una in Promozione e l’altra in Eccellenza – è stata un passaggio fondamentale. Non solo per motivi economici, ma soprattutto organizzativi: abbiamo finalmente avviato un vero settore giovanile, e presto nascerà anche quello femminile.
Stiamo investendo anche sullo stadio, migliorando l’impianto e l’illuminazione, così da poter ospitare partite serali. Vogliamo fare un passo in avanti rispetto all’anno scorso, pur restando con i piedi per terra: ci sono realtà importanti come Brindisi e Taranto, ma noi vogliamo provarci con umiltà e programmazione.»
«Una crescita costruita con equilibrio e senza follie»
«Il nostro è un progetto quinquennale: non ci sentiamo messi da parte, andiamo avanti con le nostre forze. Quest’anno abbiamo deciso di investire circa il 30% in più delle risorse, grazie anche alla fusione societaria.
Non facciamo salti nel buio, investiamo in proporzione alle nostre possibilità. L’obiettivo è creare qualcosa di solido per la città, come hanno fatto altre piazze pugliesi: il Cerignola o il Barletta ci hanno messo anni per arrivare in Serie D.
Oggi portiamo allo stadio oltre 800 presenze fisse e abbiamo 400 abbonamenti, numeri importanti per una città di 40.000 abitanti. Canosa sta riscoprendo l’entusiasmo per il calcio, e questo è già un successo.»
«Chi lavora bene, prima o poi arriva»
«Non partiamo con pressioni o obblighi di vittoria. Sappiamo che siamo una squadra giovane, rinnovata per il 60-70%, e quindi è normale attraversare un periodo di assestamento. A inizio stagione conta fare punti, il bel gioco arriverà con il tempo.
Ci sono squadre con più mezzi economici e piazze più grandi, ma noi abbiamo un obiettivo chiaro: crescere con continuità. Lavoriamo per passione, per i tifosi e per la città.
In un anno e mezzo abbiamo realizzato un centro medico sportivo tra i migliori dell’Eccellenza, la sede, gli alloggi, il negozio di merchandising e perfino una rivista ufficiale, “Il Grifone”. In due anni abbiamo rivoluzionato il modo di pensare il calcio a Canosa. Se non sarà quest’anno, sarà il prossimo: chi lavora bene, prima o poi, ci arriva.»
«Francavilla, un pilastro del nostro progetto»
«Devo ringraziare di cuore il direttore Francavilla. Quando ho preso in mano il Canosa due anni fa non c’era neanche un magazziniere. Oggi abbiamo uno staff completo e organizzato in ogni reparto: medico, fisioterapico, comunicazione, logistica.
I risultati parlano da soli, e gran parte del merito è suo. Mi ha insegnato molto su come gestire una società in modo professionale. Se un giorno decidesse di andare via, perché ha ricevuto richieste, sarebbe una sua scelta, ma per ora stiamo benissimo insieme.»
«Scelte coraggiose ma vincenti»
«Mi avevano sconsigliato gli acquisti di Strambelli e Di Piazza, per questioni caratteriali. Ma io credo nelle persone e nel lavoro. Ho parlato con loro con sincerità: ho spiegato che scendere di categoria non è facile, ma se avessero sposato il progetto Canosa, sarebbero rimasti nella storia del club.
E così è stato. Si stanno rivelando due leader veri, d’esempio per i più giovani. In campo danno tutto: Di Piazza ha già segnato sei gol, e Strambelli, anche senza segnare, ha servito una decina di assist. Sono orgoglioso della loro professionalità e dello spirito che hanno portato nello spogliatoio.»
«Strambelli? Ha scelto Canosa con il cuore»
«Sì, c’è stato un contatto tra Taranto e Strambelli, per via dell’amicizia tra i direttori. Appena lo ha saputo, mi ha chiamato dicendo: “Presidente, mi hanno cercato.”
Io gli ho risposto: “Se vuoi andare, vai pure. Non voglio neanche un euro per il cartellino. Ti capisco: giocare davanti a un pubblico cosi numeroso è un’esperienza importante. Dimmi solo subito, così posso sostituirti.”
Il giorno dopo mi ha richiamato e mi ha detto: “Presidente, io da qui non me ne vado. Non per un centesimo in più, né in meno.”
Questo dimostra quanto Strambelli tenga a questo progetto e quanto creda in questa società. È una persona vera, prima ancora che un grande calciatore.»
«Contro il Brindisi con serenità e fiducia»
«Non mi aspetto nulla di particolare dal match con il Brindisi. Voglio solo che i ragazzi continuino a mostrare la stessa voglia e determinazione di sempre. Il calendario ci ha dato un avvio impegnativo, ma equilibrato. Nel girone d’andata affronteremo sia Taranto che Brindisi, e sarà un bel banco di prova.
Sono fiducioso, anche perché rientra Matteo Montinaro, un giocatore d’esperienza di cui avevamo bisogno. Andremo a Brindisi con serenità, senza pressione. Sappiamo chi siamo, sappiamo da dove veniamo e dove vogliamo arrivare.
Abbiamo aggiunto tre elementi d’esperienza — Montinaro, Strambelli e Di Piazza — a un gruppo di giovani che ha già dimostrato il proprio valore. Non abbiamo rivoluzionato la squadra, ma l’abbiamo migliorata con intelligenza e convinzione.»
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