Campionati fermi e l'emergenza Coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Per parlare di questa fase di stallo e degli scenari futuri, TUTTOcalcioPUGLIA.com ha intervistato in esclusiva Mauro Meluso, direttore sportivo del Lecce:  “Ci sono due cose principali, che riguardano le persone che devono assumere decisioni: la salute e successivamente il discorso economico e quindi la vita del Paese. Se prima non c’è l’una, non ci può essere l’altra. Si è data priorità, anche con un po’ di normale ritardo vista l'eccezionalità della cosa, alla situazione e l’Italia ha salvato l’Europa, che sulla questione si era un po’ addormentata. Dobbiamo essere orgogliosi di aver fatto da traino con misure drastiche”.

Ha fatto discutere Lecce-Atalanta…
“Sicuramente poteva essere evitata, perché il rischio di contagio era altissimo. Così come in campo internazionale, ad esempio, Atalanta-Valencia. Chi è deputato a prendere decisioni deve guardare agli effetti successivi e non sapendoli, in quel periodo, ha dovuto salvaguardare l’aspetto economico. Quando tutti si sono resi conto di dover salvare le vite umane, non ci sono state esitazioni”.

In questi giorni di conference-call tra i club di A, si è arrivati a una decisione comune?
“Per natura sono prudente, ma credo debbano esserlo un po’ tutti. In questa fase del nostro Paese è necessaria, siamo di fronte a un’emergenza sconosciuta. Negli anni ’70 ricordo l’austerity domenicale, per me era bellissimo andare in giro in bicicletta senza macchine... Ma oggi nessuno ha vissuto una situazione del genere e quindi nessuno può dire quando, se e come si ripartirà. Qualunque cosa venga detta oggi, può essere presto smentita”.

Ad esempio sulla formula del campionato.
“Si parlava dell’idea di play-off e play-out, oggi è una questione superata perché non sappiamo nemmeno se riusciremo a farle tre o quattro partite. Ma è chiaro che cambiare il regolamento in corso d’opera non è consentito da nessuna legge e soprattutto se si fanno quelle tre o quattro partite, allora se ne possono fare dodici. Bisogna trovare una soluzione che accontenti tutti. E poi…”.

Prego.
“Ad oggi non si può dire che ci sia una terzultima in classifica, perché noi e il Genoa siamo a pari punti. E avendo giocato solo uno scontro diretto, non si può stabilire chi è avanti o indietro. Nel girone di ritorno, poi, noi abbiamo fatto dieci punti, altri club tre o quattro…”.

Da uomo di mercato, come si potrebbe programmare oggi?
“Quello non sarebbe un problema. Una volta superata l’emergenza si riallaccerebbero facilmente i fili. Ma in questo momento le motivazioni sono basse, sono onesto. Quando risolveremo questa situazione, tornerò voglioso e combattivo. Ora nella mia testa c’è la salute, la famiglia. Questa situazione potrebbe essere una svolta epocale e segnare la vita sociale ed economica mondiale”.

Sezione: LECCE / Data: Gio 26 marzo 2020 alle 14:30
Autore: Dennis Magrì / Twitter: @magriden
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